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La lezione di Avolio e il futuro dell’Europa verde

Un’Europa unita e un Mediterraneo coeso e integrato anche grazie all’agricoltura. Come informa una nota, Giuseppe Avolio, storico presidente della Confederazione, ne era convinto già 25 anni fa ma il suo pensiero oggi risuona ancora più attuale, anche alla luce della neo-presidenza Macron in Francia. Perché, in una fase come quella che sta attraversando l’Unione, tra Brexit e correnti anti-euro, c’è bisogno di un nuovo sogno europeo al cui interno il settore primario rappresenti un elemento di coesione e di crescita. Per questo la Cia-Agricoltori Italiani ha deciso di cominciare le celebrazioni ufficiali per i suoi quarant’anni a Bruxelles, con un’iniziativa al Parlamento Ue dedicata ad Avolio e l’Europa. Un’occasione per guardare al passato e creare le basi per un futuro stabile e solido, commemorando Avolio che, prima da parlamentare e poi da presidente della Cic (divenuta poi Cia), si è impegnato con forza per la costruzione di un’Europa unita e democratica, che “può veramente costituire una cerniera di relazioni commerciali più regolari e meno distorsive -affermava nel 1988- e concorrere a creare le condizioni necessarie di un nuovo ordine tra gli Stati e tra i popoli della terra”. Particolarmente attento alle evoluzioni dell’area mediterranea, Avolio propose la costituzione del Comitato mediterraneo in seno alla Fipa e nel 1992 ne diventò presidente, intravedendo in quel bacino una zona strategica di sviluppo e non una minaccia. L’agricoltura e il cibo hanno assunto in quel contesto il ruolo chiave di strumento diplomatico per la costruzione di relazioni pacifiche e per la progettazione di una nuova politica, favorendo anche il dialogo tra agricoltori palestinesi e israeliani. “E’ economicamente più vantaggioso per tutti sviluppare e mantenere buone relazioni tra gli Stati dell’area mediterranea che mettere in piedi barriere di protezione che potranno sempre essere scavalcate -era l’idea di Avolio, com’è stato ricordato durante l’iniziativa-. Sulla via della collaborazione si potrà camminare più speditamente, utilizzando l’agricoltura come punto d’appoggio per altre, più globali, intese”. Proprio questo pensiero, la necessità di creare le condizioni di una progressiva integrazione, limitando gli approcci nazionalistici, contrattando consensualmente gli spazi di mercato, è quello che serve oggi per rilanciare il progetto europeo e le politiche per il Mediterraneo. Anche rispetto ai flussi migratori. “Ora è il tempo della responsabilità -ha detto il presidente nazionale della Cia Dino Scanavino-. Serve più Europa e più Europa dei popoli”.  Hanno partecipato ai lavori il vicepresidente del Parlamento europeo David Sassoli; l’europarlamentare Andrea Cozzolino; il sottosegretario alle Politiche agricole Giuseppe Castiglione e il segretario generale di Cittadinanzattiva Antonio Gaudioso. Presentate le relazioni di Emanuele Berardi “Avolio per una politica agricola europea e mediterranea” e di Francesco Serra Caracciolo “Il rapporto di Cia con le organizzazioni agricole europee e mondiali”. Completano la tavola dei relatori i vicepresidenti nazionali della Cia Cinzia Pagni, Alessandro Mastrocinque e Antonio Dosi.