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La carica dei 200mila italiani che affittano la casa ai turisti

Nasce a Roma – come si legge in una nota – la prima associazione nazionale degli home sharer, e si chiama Host+Host. Saranno circa 300 gli host in rappresentanza degli oltre 200.000 mila cittadini italiani che condividono i propri immobili in modo occasionale, discuteranno e firmeranno il loro “manifesto”. I dati forniti da Airbnb (principale piattaforma di home sharing) confermano la straordinaria trasversalità del mondo degli host, che vedono un sostanziale equilibrio tra un 52% di donne e un 48% di uomini che scelgono questo percorso. L’host “tipo” ha, in media, 45 anni, affitta per 25 giorni l’anno per un reddito di circa 2.000 euro l’anno. Il fenomeno dell’home sharing è ormai diffuso in Italia. Lo confermano i numeri forniti da Airbnb, la principale piattaforma del settore: circa 200mila host registrati, (dato in crescita del +22% nel 2017 vs 2016), dove si registrano 350mila annunci attivi (+27% nel 2017). Lo scorso anno sono stati 7 milioni e 800mila i viaggiatori che da tutto il mondo hanno soggiornato in Italia con Airbnb (+37%), con una permanenza media di 3,6 giorni.