Indica un intervallo di date:
  • Dal Al
Una panoramica del Canal Grande durante i lavori di restauro, Venezia, 15 luglio 2016.     ANSA/ANDREA MEROLA

Osservatorio parlamentare turismo:settore a gonfie vele, fatturato a quota 171 miliardi, al lavoro 3,1 milioni di addetti

Il settore turistico va a gonfie vele, il fatturato complessivo si attesta su quota 171 miliardi pari a oltre l’11% del Pil, fondamentali l’implementazione del Piano strategico e l’utilizzo dei Fondi Ue come emerso dal seminario svoltosi oggi a Roma e organizzato dall’Osservatorio parlamentare sul turismo.

Di seguito le note sull’appuntamento.

Roma, 22 novembre 2016. Si è svolto questa mattina su iniziativa dell’Osservatorio Parlamentare per il Turismo, Associazione di deputati e senatori presieduta dall’On. Ignazio Abrignani, il Convegno “Strategie e Risorse per il Turismo Italiano”, con la partecipazione del Sottosegretario al Turismo Dorina Bianchi.

A introdurre i lavori l’On. Abrignani che afferma: “Il turismo rappresenta per l’Italia una risorsa straordinaria. Non si tratta solamente di un incredibile volano per la ripresa economica del nostro Paese, ma crea sviluppo durevole per i territori in cui è presente. Il settore turistico è cresciuto e continuerà a crescere, come dimostrano i dati. Infatti, a partire da oggi fino al 2018, prevediamo un’ulteriore crescita del 3% riferita agli arrivi in Italia. Il turismo si conferma quindi un asset fondamentale per il nostro Paese che deve continuare ad accreditarsi – sia a livello globale sia a livello europeo – come destinazione d’eccellenza. A livello di risorse da creare e destinare allo sviluppo del turismo italiano, un passo in avanti è stato il decreto fiscale con un emendamento che consentirà di digitalizzare interamente (dal 1° gennaio 2018) il tax free shopping in Italia, con l’estensione a tutti gli aeroporti del sistema O.T.E.L.L.O.*, consentendo così una netta riduzione delle frodi I.V.A. e la creazione di un maggior gettito per lo Stato anche grazie alla “shopping experience” dei turisti internazionali senza più code per ottenere il visto doganale per il rimborso I.V.A.. Anche la prossima riforma Costituzionale vede realizzarsi un obiettivo da sempre dell’Osservatorio: la promozione del Paese Italia riportata allo  Stato e non più devoluta in mille rivoli alle Regioni”
Il dibattito si è poi soffermato su come migliorare la competitività internazionale del settore. Nel 2015 il turismo ha contribuito all’11,8% del PIL nazionale e al 12,8% dell’occupazione, dando lavoro a ben 3,1 milioni di persone. Lo scorso anno sono cresciute sia la spesa media pro-capite giornaliera (107 euro) sia la permanenza media a turista (salita a 3,5 giorni). Ma le potenzialità del settore non si esauriscono qui e sono destinate a una fortissima espansione, ad esempio mediante lo sfruttamento delle risorse naturali e infrastrutturali e l’aumento della qualità dei servizi offerti.

Nel corso del Convegno, Francesco Palumbo, Direttore Generale Turismo Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, ha presentato il “Piano Strategico del Turismo 2017-2020”, documento che dota il Paese di nuove linee strategiche in grado di aiutare l’Italia ad acquisire una nuova leadership fondata su sostenibilità, innovazione e competitività. Anzitutto attraverso una piena integrazione delle attività da parte delle Istituzioni e degli operatori del settore. Rivoluzione digitale, adeguamento della rete infrastrutturale, marketing innovativo, riduzione degli oneri burocratici e fiscali, sono  alcuni dei punti fermi del Piano, che mette al centro il turismo in termini di crescita economica. Il tutto dovrà allinearsi a un settore in profonda trasformazione, dove la sharing economy già contribuisce per il 15% al mercato turistico, i prodotti personalizzati prevalgono su quelli standard (solo un turista straniero su 10 arriva in Italia con un viaggio organizzato) – e il web è il luogo dove si decide e si acquista il viaggio (il 68% dei viaggiatori ricerca online luogo e modalità del viaggio).

La giornata odierna ha visto anche la presentazione della 2° Edizione del “Rapporto sulla Programmazione regionale turistica 2016”, un lavoro di analisi di tutti i programmi di sviluppo regionale, che serviranno a ridare ossigeno al turismo nazionale. “Per evitare che un documento così ampio e bisognoso di un continuo aggiornamento possa diventare in poco tempo obsoleto sarebbe auspicabile” ha dichiarato il Presidente di Federturismo Gianfranco Battisti – “far diventare questa presentazione un appuntamento annuale attraverso il riconoscimento istituzionale del Rapporto da parte del MiBACT. Così come riteniamo altrettanto rilevante poter costituire un Osservatorio Fondi UE-SIE per il turismo, per indirizzare meglio e con maggior coerenza impegni e spese anche rispetto alle azioni  del Piano Strategico 2016-2022”.

A chiudere il Convegno il Sottosegretario al MiBACT con delega al turismo Dorina Bianchi “L’obiettivo del Piano Strategico del Turismo 2017 – 2022” – ha sottolineato – “è di accrescere il ruolo dell’Italia nel mercato turistico globale, aumentando la competitività del sistema turistico nazionale attraverso un’azione integrata e territoriale. A tal fine abbiamo cambiato metodo e abbiamo lavorato come Ministero, in collaborazione con tutti gli stakeholders del settore, in particolare con le Regioni per promuovere il brand Italia”.
Rapporto sulla Programmazione Regionale Turistica
II Edizione (2016)
Con l’edizione 2016 del Rapporto sulla Programmazione Regionale Turistica, giunto alla sua seconda pubblicazione, Federturismo sta proseguendo nel monitoraggio e nell’istantanea avviata nel 2015 sulle policy turistiche regionali.
Quest’anno, in particolare, il Rapporto si è alimentato con nuove sezioni (Politiche UE per il Turismo, Sostenibilità, valutazione ex post delle policy) e con un primo screening sui Finanziamenti Europei per il Turismo: un’indagine ancora parziale sui Fondi strutturali a gestione regionale e Turismo, che prospetta per sé un futuro di completezza e maggiore organicità.
Non solo, ciò che questa seconda edizione del Rapporto sulla Programmazione Regionale Turistica ha proposto, è stata una nuova prospettiva di pragmaticità, tracciando, attraverso più chiavi, specifici Framework (per Piano di Policy Regionale, per DMO e per valutazione ex post di policy), a beneficio di Regioni e di agency turistiche.
Ciò che ora serve, rispetto ad un documento così ampio e bisognoso di un continuo aggiornamento affinché non diventi, nel giro di poco tempo, già obsoleto, viene espresso nelle due proposte che Federturismo pone davanti all’obiettivo del telescopio.
La prevista terza edizione del Rapporto, per il 2017, quindi, intende infatti consolidarsi attraverso un’implementazione autorevole del dato raccolto, che significa evolvere da semplice monitoraggio a laboratorio di buone politiche, navigando non solo il mare in superficie ma immergendosi direttamente per passare dall’esplorazione all’esperienza; serve insomma un riconoscimento istituzionale del medesimo Rapporto.
La seconda proposta è volta a delineare la costituzione di un Osservatorio Fondi UE-SIE per Turismo, per indirizzare meglio e con maggior coerenza impegni e spese (anche rispetto alle azioni del Piano Strategico 2016-2022), con la collaborazione di realtà quali le stesse Regioni, Ministeri, Agenzia Coesione, Invitalia. In tale contesto, Federturismo potrebbe mettere a disposizione non solo il modello di raccolta del dato e le proprie consolidate competenze, ma la rete di referenti imprenditori sui territori regionali.
Per maggiori informazioni: turismo@confindustria.veneto.it

Turismo, il nuovo Piano Strategico 2017-2022 delinea lo sviluppo del settore per i prossimi sei anni

 

Rilanciare la leadership dell’Italia sul mercato turistico mondiale e rendere sempre più il turismo uno strumento di benessere economico e sociale per tutto il Paese, riconoscendone il suo valore intersettoriale per la crescita economica, alla luce delle previsioni positive per i prossimi anni. Questo, in sintesi, è l’obiettivo del nuovo Piano Strategico del Turismo 2017-2022, nato con il contributo puntuale e concreto di Ministeri, Regioni, Anci, sindacati, associazioni di categoria.

Un documento di svolta, che delinea gli sviluppi del settore per i prossimi sei anni, puntando sulla sinergia tra i vari attori della filiera, sulla centralità della domanda per l’organizzazione dell’offerta e la selezione delle priorità di intervento, su nuovi modelli di marketing.

Il PST è stato approvato all’unanimità il 14 settembre u.s. dal Comitato permanente di promozione del turismo in Italia presieduto dal Ministro Dario Franceschini ed il 15 settembre u.s. la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano ha espresso parere favorevole.

Il Piano riprende quanto di positivo espresso nelle precedenti programmazioni di settore e si basa su un metodo aperto e di partecipazione, avviato con gli Stati Generali del Turismo a Pietrarsa (Napoli) a ottobre 2015 e proseguito ad aprile 2016: grazie ad esso oggi l’Italia del turismo si è dotata di una cornice unitaria, in cui istituzioni e operatori possono agire condividendo strategie e obiettivi.

Preso atto che si tratta di un settore a forte carattere trasversale sul quale incide l’azione di più amministrazioni pubbliche sia di livello centrale che territoriale, il PST definisce un vero e proprio metodo di lavoro dinamico, condiviso fra tutti gli operatori del settore, i quali sono chiamati ai diversi livelli di responsabilità ad attuarlo e che sarà alimentato, in modalità “revisione continua” e aggiornato attraverso numerosi strumenti, quali ad esempio, tavoli di concertazione permanenti con gli altri Ministeri coinvolti istituiti presso il Ministero dei Beni culturali, le amministrazioni regionali e l’ANCI per concordare policy di settore, strumenti normativi e finanziari di intervento; un “cruscotto informativo” per monitorare costantemente il posizionamento competitivo dell’Italia, definito in collaborazione con l’ISTAT, gli Osservatori regionali e l’Osservatorio Nazionale del Turismo; la piattaforma partecipativa ‘idee per il turismo’ accessibile dal sito http://pst.beniculturali.it) al fine di garantire la trasparenza e la partecipazione; un sistema di indicatori di monitoraggio per il miglioramento del Piano.

Il complesso di tali strumenti permetterà di rivedere in modo condiviso le strategie di medio periodo con l’aggiornamento biennale del PST 2017-2022, come stabilito dalla norma e di definire in coerenza i programmi attuativi annuali.

Il Piano promuove una visione declinata in: territorio e patrimonio, competitività e lavoro, il turista al centro, integrazione e interoperabilità.

Quattro gli obiettivi generali, articolati in 13 obiettivi specifici e 52 linee di intervento: il PST definisce in maniera puntuale i percorsi da intraprendere nei prossimi sei anni.

Fondamentale è l’ampliamento e l’arricchimento delle destinazioni e dei prodotti e la distribuzione dei flussi grazie al vastissimo potenziale dell’offerta ancora inesplorata. Nella visione del Piano, infatti, il patrimonio dell’Italia — culturale, ambientale, paesaggistico, delle tradizioni, della creatività, dello stile e della moda, del design, del Made in Italy, dell’agroalimentare — é pienamente valorizzato a fini di turismo integrato. Le componenti tradizionali e apprezzate dell’offerta turistica saranno integrate da nuovi prodotti e nuove destinazioni, per aumentare l’attrattività del nostro Paese come meta di eccellenza.

Il PST 2017-2022 mira inoltre alla creazione di condizioni favorevoli per il consolidamento e il rilancio della filiera allargata del turismo attraverso l’adeguamento della rete infrastrutturale per migliorare l’accessibilità e l’intermodalità, in piena collaborazione con il Ministero dei Trasporti; la promozione dell’innovazione e della digitalizzazione; la diffusione di nuova imprenditorialità, il miglioramento della quantità e della qualità dell’occupazione, con particolare attenzione a quella giovanile, la formazione di nuove capacità delle risorse umane del settore turistico; la semplificazione ed armonizzazione del sistema normativo, la riduzione degli oneri burocratici e fiscali; la razionalizzazione e semplificazione dei regimi di aiuto; la creazione e il rafforzamento delle reti di imprese e delle filiere allargate legate al turismo, la valorizzazione delle attività a maggior valore aggiunto.

Ogni anno, il Ministero dei beni culturali e del turismo adotterà un Programma Attuativo delle linee strategiche del Piano in continuità con le azioni governative già avviate in questi mesi quali, a titolo esemplificativo:

  • il recente accordo con il Mise e Agid punta a rafforzare la rete di connessione a banda larga in territori a forte vocazione turistica, , generando anche un sistema di identificazione unica digitale per semplificare l’accesso a sistemi pubblici di wifi;
  • la predisposizione dell’Atlante dei cammini italiani consente di costruire una vera e propria raccolta di informazione per la fruizione di un’infrastruttura di mobilità dolce che attraversa tutto il paese, con un modello di esperienza turistica in grado di far conoscere le mille bellezze nascoste del nostro paese;
  • la costruzione della Travel library, che mette a disposizione online tutti i dati del Ministero in formato open e consente di ampliare il patrimonio attrattivo della nostra offerta pubblica e privata;
  • il coordinamento con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e il Piano straordinario per la mobilità turistica, con particolare attenzione al tema della mobilità e accessibilità delle destinazioni turistiche, anche attraverso l’inserimento nel PST di progetti specifici, slow travel e recupero delle ferrovie storiche;
  • l’indizione per il 2017 dell’Anno dei Borghi d’Italia per valorizzare il patrimonio artistico, culturale, naturale e umano dei Borghi italiani attraverso azioni qualificanti quali, ad esempio, l’organizzazione di un Forum Nazionale sui Borghi, la redazione di un «Atlante dei Borghi d’Italia», la creazione di un riconoscimento annuale della qualifica di «Borgo smart».

Anche a seguito delle missioni compiute dal Ministro Franceschini negli ultimi mesi, è stata avviata la cooperazione con Paesi per i quali si prevede un incremento dei flussi turistici in uscita. In particolare, il gruppo di lavoro Cultura e Turismo del Consiglio italo-russo di cooperazione economica, industriale e finanziaria ha approvato il Piano d’azione comune per gli anni 2017-2019 che, tra le altre cose, individua alcuni indirizzi prioritari per le destinazioni minori (famiglie, sci, enogastronomia, turismo giovanile, borghi storici, pellegrinaggio) e prevede la semplificazione delle formalità per la concessione dei visti turistici, la promozione dell’Opera Lirica e lo scambio dei dati statistici relativi ai flussi turistici nei due paesi.

Allo stesso modo, la cooperazione Italia – Cina mira a promuovere il turismo cinese in Italia e a favorire iniziative di rilievo come lo scambio dei dati sui flussi turistici, la promozione di voli diretti Italia – Cina, la diffusione dell’immagine dell’Italia attraverso la tv cinese e la facilitazione nel rilascio dei visti.

La cooperazione Italia – Argentina, infine, mira a dare impulso alla cooperazione turistica per incentivare l’incremento dei flussi legati al turismo religioso e quello “di ritorno”.

Il MiBACT partecipa, inoltre, a iniziative internazionali di rilievo nel settore turistico tra le quali, la Joint Economic and Trade Commission; è focal point del programma EUSAIR, la strategia dell’UE per la regione adriatica e ionica, rivestendo un ruolo di raccordo con le Regioni Italiane interessate e le autorità di gestione di fondi di sviluppo di riferimento; è partner del forum OCSE sulle Statistiche del Turismo, in programma dal 23 al 25 novembre p.v. a Venezia, nel quale saranno approfonditi i temi dell’innovazione delle fonti, dei metodi di produzione e delle raccolte statistiche con l’ausilio delle nuove tecnologie, turismo culturale e sostenibile e dimensione economica del settore.