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A tavola tutto l’anno, Appennino food group rivoluziona il marketing dei tartufi dall’Arabia a Hong Kong

Tartufi tutto l’anno, non solo in autunno. Appennino food group guidato dai fratelli Dattilo ha presentato nei giorni scorsi presso Identità golose a Milano un sistema che fa leva su una vetrina a temperatura controllata situata presso punti selezionati della ristorazione. Una rivoluzione per il marketing dei tartufi? Si vedrà, certo il periodo è complesso per il mondo della ristorazione ma la Appennino ha deciso di puntare su questo progetto frutto anche di una partnership tecnologica giocando d’anticipo sulla ripresa dei consumi fuori casa. Di seguito una sintesi della nota che illustra l’iniziativa; nella foto la vetrina per i tartufi.

Appennino Food Group ha presentato un innovativo progetto B2B, che fornisce ai ristoratori uno strumento unico per conservare e godere di questo straordinario frutto della terra per 12 mesi l’anno. In collaborazione con Italproget, società umbra tra le aziende leader nella produzione di vetrine refrigerate e arredi personalizzati, ha ideato una teca, che agisce al pari di un frigorifero capace di ricreare perfettamente il microhabitat del bosco consentendo così al tartufo di vivere e mantenersi come se fosse in natura, rispettandone al massimo le caratteristiche.

Un mix di design e funzionalità che mantiene il tartufo alla giusta temperatura e umidità, grazie a un sistema di ultrasuoni che, scindendo la molecola dell’acqua, la rende leggera e crea quella sorta di “nebbiolina” che accarezza il tartufo, ne conferisce il giusto equilibrio e soddisfa un bisogno di questo fungo, considerando che è costituito per l’80% di acqua.

Non solo quindi una vetrina espositiva, ma un vero e proprio habitat realizzato con tecnologie avanzate e un nuovissimo sistema di emanazione di umidità a ultrasuoni. Uno scrigno indispensabile per rispettare il tartufo fresco, le sue caratteristiche, la sua consistenza e la sua essenza.

La vetrina refrigerata è realizzata in krion, materiale antibatterico, non poroso, che può essere usato a contatto con i cibi, eco-friendly perchè 100% riciclabile e dall’elevata resistenza agli attacchi di sostanze.

Al momento sono state prodotte 20 vetrine refrigerate, di cui 5 destinate al mercato di Hong Kong, 5 a Riad e le restanti 10 per l’Italia e l’Europa. Il prodotto non è in vendita, ma in comodato d’uso.

Il primo ristorante ad aver scelto Appennino Food Group come partner di questa importante novità è La Scogliera a La Maddalena, un’oasi in mezzo al mare.

Appennino Food Group è sempre a fianco della natura e ne raccogliamo i frutti nel massimo rispetto. Il tartufo è un essere vivente che necessita di cura e attenzione. Siamo orgogliosi di poter dire di essere stati i primi ad aver ideato questo progetto così rivoluzionario, e lo abbiamo fatto per tutti quei ristoratori che vogliono proporre le varie specie di tartufo tutto l’anno. Uno strumento che mantiene il prodotto come se fosse appena colto consentendo al fungo di mantenere le sue proprietà organolettiche e l’inconfondibile aroma. Grazie a questo microhabitat il tartufo può essere trasportato dovunque e ammirato in tutta la sua bellezza e in tutte le sue specie.” afferma Luigi Dattilo, fondatore di Appennino Food Group.

Esistono 5 varietà di tartufo che possiamo degustare tutto l’anno.  Adesso è tempo di tartufo nero d’estate o scorzone disponibile da maggio fino a ottobre, il più comune e il più usato grazie anche alla sua versatilità in cucina. Da settembre a dicembre troviamo il tartufo nero uncinato il cui odore ricorda quello delle nocciole ed è più gradevole e intenso di quello del tartufo nero estivo dal quale deriva. Stesso periodo anche per il tartufo bianco, il diamante della gastronomia, il tartufo per eccellenza, il più pregiato e ricercato tra tutte le tipologie. Da novembre a marzo è la volta del tartufo nero dolce o nero pregiato, il più noto e nobile tra i tartufi neri, le sue note aromatiche tendono alla cioccolata fondente o al brandy. Infine il tartufo bianchetto reperibile da gennaio ad aprile, considerato come il “fratello minore” del bianco, meno conosciuto, dal gusto intenso e un po’ “sfacciato”, spiccatamente agliaceo.