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Maxiaccordo per il Garda: piano per il più grande anello di cicloturismo del mondo in attesa dell’Unesco

L’area del Lago di Garda tra tre Regioni – Lombardia, Veneto e Trentino-Alto Adige – è uno dei pilastri del sistema turistico italiano, per offerta, investimenti, diversificazione, trasversalità tra i settori e dinamismo progettuale. Da tempo si sta lavorando – sotto l’attenta regia di Mariastella Gelmini – per allargare l’area Unesco che oggi comprende Sirmione. Adesso si progetta uno tra più grandi anelli di bike-tourism o ciclo-turismo a livello globale (nella foto un percorso di Simonetta bike tour tra Garda e Venezia). Ricordo che l’Italia, recuperando ritardi, sta puntando sul turismo in bici e che i principali investimenti sono concentrati proprio tra Bolzano, Trento, Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto. Di oggi l’annuncio sul progetto Garda in bici.

Di seguito la nota della Regione Veneto.

GARDA BY BYKE”: PROTOCOLO D’INTESA PER LA REALIZZAZIONE DI UNA LUNGA E AFFASCINANTE CICLABILE CHE CONSENTIRÀ DI CONOSCERE DA VICINO IL PIÙ GRANDE LAGO D’ITALIA

La Giunta regionale ha approvato nell’ultima seduta, su proposta dell’assessore alle infrastrutture e trasporti, Elisa De Berti, uno schema di protocollo d’intesa, preparato dalla stessa Regione del Veneto in accordo con la Provincia Autonoma di Trento e la Regione Lombardia, da sottoporre al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e al Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, per l’inserimento dell’anello ciclabile “Garda by bike” tra le ciclovie turistiche previste dalla legge di stabilità 2016, affinché sia riconosciuto come infrastruttura strategica di livello nazionale, anche ai fini dell’accesso a eventuali finanziamenti comunitari.

“Uno schema d’intesa – spiega l’assessore De Berti – frutto di numerosi incontri con i colleghi della Lombardia e di Trento, predisposto in analogia ai protocolli già sottoscritti nei mesi scorsi per la progettazione e la realizzazione di altre importanti ciclovie come quella del “Sole”, percorso Verona-Firenze, e del “Vento”, tratto Venezia-Torino. La pista ciclabile del Garda è un intervento sicuramente di rilievo nazionale, sia perché coinvolge un vasto territorio appartenente a tre diverse realtà amministrative che si affacciano sul più grande lago italiano e che già da tempo collaborano all’attuazione di progetti strategici di interesse turistico e commerciale, sia per l’enorme potenzialità attrattiva di flussi turistici che questo anello ciclabile interregionale di lunga percorrenza sarà in grado di esercitare”.

La realizzazione di tale infrastruttura, infatti, potrà permettere agli ospiti del Garda di percorrere l’intero periplo del lago in sicurezza, su percorsi protetti, dedicati e ben segnalati, generando un nuovo indotto economico per gli operatori locali. Ma non vanno sottovalutati nemmeno i benefici in termini di mobilità sostenibile e di multimodalità, in quanto saranno messi in rete gli abitanti di 19 comuni rivieraschi che potranno spostarsi utilizzando un mezzo ecologico come la bicicletta, magari integrato con auto, bus e battello.

“La ‘Garda Bike’ – conclude De Berti – offrirà ai visitatori l’opportunità di conoscere il territorio in maniera lenta, con una mobilità a dimensione umana, contribuendo a valorizzare il patrimonio storico, artistico, culturale, paesaggistico e naturalistico dei luoghi attraversati, ma anche di scoprire le eccellenze gardesane, il vasto patrimonio agricolo, enogastronomico e delle tradizioni popolari del lago, magari contribuendo a generare nuove attività imprenditoriali e quindi nuova occupazione”.