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Viaggi in aereo: italiani infastiditi da persone moleste e cibi troppo cari

Chi non ha fatto un brutto viaggio in aereo? Prezzi alti di cibo e bevande, il poco spazio per distendere le gambe, l’attesa degli altri passeggeri e, soprattutto, la cosa più fastidiosa, il rumore provocato dagli altri viaggiatori a bordo dell’aeromobile. E’ il rumore, secondo il  motore di ricerca di voli e hotel Jetcost (www.jetcost.it) la cosa che più infastidisce i viaggiatori e, secondo lo stesso sondaggio, quasi due terzi degli italiani (il 63%) ammettono che gli piacerebbe avere delle zone tranquille e silenziose sugli aerei, come quelle che sono attualmente presenti su alcuni treni.

La ricerca di Jetcost è stata realizzata come parte di uno studio sulle esperienze di viaggio degli europei durante le vacanze. Sono state intervistate 3.000 persone (500 di ogni nazionalità: britannica, spagnola, italiana, tedesca, portoghese e francese), scelte tra quelle maggiorenni, che avessero fatto almeno un viaggio negli ultimi due anni.

Inizialmente gli è stato chiesto che cosa considerassero più irritante o fastidioso mentre erano in volo, e le risposte più comuni sono state: il rumore (48%), gli alti prezzi di cibo e bevande (26%) il non avere abbastanza spazio per le gambe (18%) e il dover attendere l’imbarco degli altri passeggeri (13%).

In secondo luogo, tutti gli intervistati hanno dovuto indicare quale fosse il rumore che li disturbava maggiormente, quello che per loro rappresentava un vero tormento, ed ecco le prime cinque risposte che sono emerse:

1. I bambini che piangono.
2. I gruppi di giovani che urlano, sono in viaggio per esempio per un addio al celibato e pensano solo a divertirsi.
3. I genitori che rimproverano i figli.
4. Le persone che hanno bevuto troppo.
5. Le persone che russano durante il sonno.

Gli è stato poi domandato come vorrebbero che le compagnie aeree affrontassero il problema del rumore, e queste sono state le soluzioni suggerite dagli intervistati: creare una zona tranquilla sugli aerei, come avviene su alcuni treni (63%); distribuire cuffie o tappi per le orecchie gratuitamente a chi ne fa richiesta (29%) e fare in modo che il personale di bordo inviti con più insistenza i passeggeri a essere rispettosi e a fare meno rumore. Infine, quando gli è stato chiesto se, a loro giudizio, l’equipaggio avesse affrontato in modo efficace il problema del rumore, solo uno su quattro intervistati (il 27%) ha risposto di “sì”, affermando che era stato affrontato in modo tempestivo. Per quanto riguarda i dati a livello europeo, gli italiani sono risultati i più interessati alla creazione di queste aree silenziose sugli aerei, davanti agli spagnoli e ai portoghesi, probabilmente perché anche loro stessi sono coscienti di essere tra i più rumorosi.
1. Italiani 63%
2. Spagnoli 56%
3. Portoghesi 54%
4. Francesi 53%
5. Britannici 32%
6. Tedeschi 22%

Un portavoce di Jetcost ha dichiarato: “Anche se l’idea di una zona libera dai rumori è interessante, riteniamo che sui voli a corto raggio potrebbe essere un po’ complicato, perché in aereo c’è molto meno spazio a disposizione che sui treni, che sono composti da vagoni indipendenti; e mettere una tenda, non sarebbe sufficiente a evitare il rumore. Tuttavia, nei voli a lungo raggio, in cui vengono utilizzati aeromobili più grandi, le aziende potrebbero avere una nuova nicchia di mercato interessata a questo genere di comfort, come risulta dalle richieste dei passeggeri, motivo per cui molti sarebbero ben felici di pagare un extra”.
Su Jetcost:
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