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Tourism&culture: a Firenze Gallery Hotel Art di Lungarno Collection con Andy Warhol, Simone D’Auria e Vespa Piaggio

Turismo e cultura, binomio sempre strettissimo: alberghi atelier di cultura con opere d’arte di valore globale.  Come informa una nota dal 27 aprile al 31 dicembre 2017, un protagonista assoluto della storia dell’arte, Andy Warhol, e uno dei suoi talenti emergenti, Simone D’Auria, si ritrovano a Firenze nel nuovo capitolo del progetto urbanistico-culturale ideato dalla Lungarno Collection (www.lungarnocollection.com) del gruppo Ferragamo. Le opere iconiche del maestro della Pop art americana e l’installazione Freedom, che vede protagoniste le scocche della Vespa, rivisitate dal geniale artista milanese, creeranno un suggestivo percorso tra l’interno del Gallery Hotel Art e la facciata dell’albergo fiorentino. “Siamo ormai arrivati al nostro quinto appuntamento – dichiara Valeriano Antonioli, ad Lungarno Collection -. L’idea, nata nel 2013, era quella di riqualificare Vicolo dell’Oro, la piazzetta antistante il nostro Gallery Hotel Art, donando allo spettatore un punto di vista alternativo, portandolo a guardare verso l’alto! Per fare questo, abbiamo fatto uscire l’arte dal nostro hotel e arrampicare sulla sua facciata. Simone d’Auria è stato colui che ha interpretato fino ad oggi questo nostra visione, proponendo installazioni che affrontassero temi di particolare interesse sociale e culturale e per le quali abbiamo ottenuto il patrocinio del Comune di Firenze, oltre che il supporto dalle principali istituzioni della città. Quest’anno ci possiamo vantare della collaborazione del Gruppo Piaggio che ha voluto sostenere il progetto di Simone D’Auria, ispirato a quell’icona universale del Made in Italy che è la Vespa. Siamo molto orgogliosi di ospitare inoltre i lavori di un maestro come Andy Warhol che sicuramente saranno importante volano dello spirito Pop del nostro Gallery Hotel Art”. La mostra Andy Warhol Forever presenta sedici lavori tra le sue più iconiche produzioni, provenienti dalla Fondazione Rosini Gutman; si tratta di un excursus veloce, ma estremamente esplicativo, che ripercorre l’avventura dell’artista che è riuscito a scuotere dalle fondamenta il mondo accademico della pittura e della critica del secondo Novecento, ma anche a modificare per sempre l’immagine dell’America e della società contemporanea.

Il percorso, allestito all’interno del Gallery Hotel Art, propone due ritratti della serie dedicata a Marilyn Monroe (nella foto), di cui Warhol si occupò già nel 1962, subito dopo la sua tragica scomparsa; Warhol intuì l’alto valore simbolico della vita e della violenta morte dell’attrice contribuendo a crearne un’icona che rimarrà nella leggenda. Accanto a essi, si trova una serigrafia del ciclo Ladies and gentlemen, nel quale Warhol inizia a ritrarre i volti della gente comune e non solo delle icone dello spettacolo. In questo ambito, l’artista decise di prendere come modelle anche delle drag queen del club newyorkese The Gilden Grape, un soggetto piuttosto forte e di non facile risoluzione per l’epoca. Non mancano le immagini della società dei consumi, come le celebri lattine della Campbell’s soup, qui nella loro versione classica del 1967 e in quella con l’etichetta speciale creata per le olimpiadi invernali di Sarajevo del 1984, oltre a uno dei vestiti Campbell Soup Dress del 1966 in carta cotone ‘usa e getta’. La mostra prosegue analizzando lavori più particolari, come quelli che riproducono il Kiku, ovvero il crisantemo giapponese, il fiore che rappresenta l’imperatore e la casa imperiale nipponica, o la rivisitazione delle nature morte seicentesche, pensate e realizzate come se fossero veri e propri modelli viventi, giocando e sperimentando l’uso delle ombre nell’arte grafica che, nella geniale prospettiva pop di Warhol divennero Space fruits – Frutta Spaziale.

Il percorso espositivo si chiude con una serie di opere di Steve Kaufman, tra cui tre ritratti di James Dean, uno argentato di Elvis Presley, uno di Marilyn e altri soggetti pop. Il filo rosso della Pop Art lega la rassegna di Warhol con l’inedita installazione Freedom pensata da Simone D’Auria per la nuova edizione del progetto della Lungarno Collection. D’Auria, direttore artistico dell’operazione, ha individuato in Vespa, icona universalmente riconosciuta del Made in Italy, uno straordinario strumento di comunicazione che, in questa occasione, si riveste delle immagini rappresentative di diversi angoli del nostro pianeta. “Vespa è un brand profondamente urbano che va ben oltre la sua funzione di mezzo elegante e facile per la mobilità quotidiana – commenta Davide Zanolini, Direttore Marketing e Comunicazione del Gruppo Piaggio -. Ci piace pensare che ‘arredi e vesta’ la città. Vespa è uno dei pochi oggetti ‘fisici’ che rappresentano il Made in Italy, semplicemente perché del Made in Italy incarna i valori principali: creatività, innovazione, qualità, personalità forte e distintiva. Valori che Vespa porta ovunque nel mondo, in maniera autorevole e credibile e che ritroviamo presenti nella partnership con Lungarno Collection e nell’innovativa installazione pensata da Simone D’Auria. L’iniziativa, col patrocinio del Comune di Firenze e il contributo del Gruppo Piaggio, presenta una serie di 12 Vespa ancorate alla facciata dell’hotel fiorentino. Ciascuna Vespa, di cui D’Auria utilizza la sola scocca, è stata appositamente colorata e decorata con la particolare tecnica del Water Transfer Printing, realizzando una livrea in cui la natura è la vera protagonista della scena.

La forma di Vespa è stata recentemente riconosciuta come “opera di Design da tutelare” a livello mondiale, protetta dal diritto d’autore.

L’opera di D’Auria sarà portavoce della bellezza della natura. Ogni scocca, infatti, porterà su di sé e con sé, un particolare habitat, sia esso il deserto, la foresta, l’oceano, le montagne e le colline, il cielo con le nuvole.

Quella di D’Auria si presenta come un’installazione colorata, dotata di una forte idea di libertà e che grazie alla forza comunicativa di un brand, immediatamente riconoscibile, come Vespa permetterà al visitatore di immergersi in un’atmosfera Pop.

La nuova installazione di D’Auria giunge al Gallery Hotel Art, dopo che la sua facciata aveva ospitato, nel 2013, una lunga fila di biciclette giganti che rappresentavano l’avventura dell’umanità sempre proiettata al futuro e, nel 2014, una lunga fila di manichini cromati, ciascuno con una differente testa di animale per ripercorrere, attraverso i loro simboli, la storia dei grandi personaggi fiorentini.

Nel 2015, anno di Expo, enormi cucchiai – Bruno spoon – ricordavano i temi approfonditi dall’Esposizione universale e, al tempo stesso, omaggiavano il grande designer Bruno Munari, mentre, lo scorso anno, WOW. La girandola delle energie, proponeva girandole di grandi dimensioni che rimandano all’idea del vento e a quella dell’energia pulita ottenibile sfruttando questo fenomeno atmosferico.

Il progetto di D’Auria, che si avvale della collaborazione di Leica, si completa, nella piazza di Vicolo dell’Oro, con un Selfie corner dove saranno poste tre Vespa statiche, ad altezze differenti, per creare un’interazione col pubblico, diventando motivo e sfondo per scattare selfie e condividerli attraverso i canali social (#galleryhotelart; Instagram: @lungarnocollection @vespa_official #vespa).

 

ANDY WARHOL FOREVER

SIMONE D’AURIA – FREEDOM

Firenze, Gallery Hotel Art (Vicolo dell’Oro, 5)

27 aprile – 31 dicembre 2017