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Vacanze a rischio per milioni di italiani: Ivass apre una inchiesta sulle assicurazioni di viaggio

I viaggiatori italiani – si legge in una nota Confesercenti – con pacchetti turistici rischiano di non essere garantiti. L’Istituto per la Vigilanza sulle assicurazioni – Ivass – ha infatti aperto un’istruttoria, in seguito alle osservazioni di Assoviaggi-Confesercenti, su due dei prodotti assicurativi maggiormente diffusi sul mercato.

Secondo quanto previsto dal codice del turismo, i viaggiatori che acquistano pacchetti turistici dai Tour Operator e dalle Agenzie di viaggio devono essere tutelati contro il rischio di fallimento ed insolvenza delle stesse. Si è rilevata l’esistenza di alcuni prodotti assicurativi non pienamente conformi a quanto stabilito dal codice. L’Ivass ha deciso di avviare le relative istruttorie, in modo unificato, riconoscendo la necessità di “un’analisi approfondita sulla legittimità delle clausole contenute in ciascun contratto e la valutazione di conformità delle stesse sia con la normativa generale sia con la disciplina di settore”.

Le assicurazioni irregolari mettono a rischio la tutela dei viaggiatori italiani, che potrebbero non avere le adeguate garanzie nel caso di fallimento/insolvenza di agenzie di viaggio o tour operator. Con gravi conseguenze anche per le agenzie di viaggio che, avendo acquistato un prodotto non conforme alla legge, potrebbero incorrere in sanzioni pecuniarie ed amministrative che arrivano fino alla revoca dell’autorizzazione, soprattutto alla luce dei controlli messi in atto da parte di alcune Regioni.

Confesercenti invita dunque le agenzie a sottoscrivere solo garanzie che rispondano in pieno a quanto prescritto dall’articolo 50 del Codice del turismo. Allo stesso tempo, auspica che il Governo avvii un’azione di monitoraggio, per altro già annunciata, sulla rispondenza alla normativa dei diversi strumenti di garanzia adottati dalle agenzie di viaggio, con l’obiettivo di dare maggiori certezze agli operatori e ai consumatori.

Entro fine 2017 – ricorda Confesercenti – il Parlamento dovrà recepire la nuova direttiva europea sui pacchetti di viaggio del 2015, con altri aspetti di tutela dei consumatori ancora da definire.

  • ANDREA |

    Trasmetto una breve analisi ed una libera riduzione dello studio circa i prodotti disponibili sul mercato per garantire il “rischio insolvenza degli operatori del settore turistico”.

    La forma di assicurazione del rischio insolvenza degli operatori turistici, deve consentire al viaggiatore di ottenere un pronto sollievo dal disagio generato dall’insolvenza dell’operatore.

    Giova ricordare che l’operatore insolvente potrebbe non aver sottoscritto alcuna garanzia e/o partecipato ad alcun consorzio.

    Per realizzare l’obiettivo del 100 % di copertura è necessaria un’attività di pianificazione della diffusione della garanzia che prescinda dalla buona volontà dell’operatore previdente che certamente, amministrando con diligenza la propria attività, avrà provveduto a sottoscrivere una polizza assicurativa o avrà aderito ad una altra forma di garanzia.

    Per realizzare l’obiettivo di sollevare dal disagio il viaggiatore ed affrancare gli uffici consolari dal gravoso onere di assistere i nostri connazionali/viaggiatori all’estero, è necessario individuare tre fasi:

    1) Riassicurazione;
    2) Coassicurazione;
    3) Copertura al 100%.

    RIASSICURAZIONE

    La prima fase è caratterizzata dal trasferimento di una parte del rischio ad una “entità specializzata”, che a fronte di un “premio” possa concedere:
    a) una copertura limitata ( es. 100.000 euro);
    b) erogare un rapido e rimborsabile finanziamento all’operatore turistico “in crisi” che non possa rispettare gli impegni assunti nei confronti dei viaggiatori;
    c) devolvere la “riserva” ad un Fondo di Garanzia Collettivo del Rischio Insolvenza dell’Operatore Turistico.

    COASSICURAZIONE

    La seconda fase ( cd “mista”) è caratterizzata dal trasferimento di una parte del rischio ad una “entità specializzata” che a fronte di un “premio” / contributo possa concedere :
    a) una copertura limitata ( es, 100.000 euro);
    b) erogare un rapido e rimborsabile coofinanziamento (concesso dall’entità specializzata e dal Fondo di Garanzia Collettivo del Rischio Insolvenza dell’Operatore Turistico), all’operatore turistico “in crisi” che non possa rispettare gli impegni assunti nei confronti dei viaggiatori;
    c) devolvere la “riserva” ad un Fondo di Garanzia Collettivo del Rischio Insolvenza dell’Operatore Turistico.

    COPERTURA AL 100%

    La terza fase è caratterizzata dal trasferimento del 100% del rischio al Fondo di Garanzia Collettivo del Rischio Insolvenza dell’Operatore Turistico, che riceverà il contributo diretto da tutti gli Operatori Turistici e tutte le riserve maturate presso le entità specializzate.
    Il Fondo di Garanzia Collettivo del Rischio Insolvenza dell’Operatore Turistico potrà intervenire ed erogare direttamente il servizio di assistenza richiesto dai viaggiatori danneggiati dagli operatori insolventi.

    L’entità specializzata potrebbe essere un soggetto giuridico a cui sia riconosciuta la mutualità prevalente, in ossequio al disposto dell’art. 2514 del cc., una compagnia di assicurazioni, una cassa, un fondo, ecc . comunque un soggetto sottoposto a vigilanza che garantisca le opportune tutele per associati e viaggiatori.

    E’ opportuno ricordare che l’entità specializzata dovrebbe poter accendere depositi fuori dal sistema bancario tradizionale onde evitare il rischio insolvenza delle banche e quindi a carico dei titolari di depositi bancari.

    Considerami a disposizione nel caso ritenga condivisibile la bozza del percorso tracciato, comunque per qualsiasi programma alternativo.

    Qui di seguito la ricostruzione dello stato dell’arte a cura del Sig. Andrea Loveloch pubblicata sulla pagina web: http://www.assoviaggi.it/fondi-di-garanzia-cinque-mesi-dopo.html#sthash.awLj9pH8.dpuf

    “A poco più di cinque mesi dalla svolta voluta per legge dal governo italiano, i fondi di garanzia privati per i casi di insolvenza o fallimento nel turismo organizzato somigliano sempre più a quella selva oscura di dantesca memoria, dove è difficile orientarsi.

    All’elevato numero di soluzioni lanciate sul mercato, almeno nove secondo il nostro censimento, si aggiungono due grosse incognite ancora tutte da definire. Innanzitutto la centrale rischi h24, spesso menzionata in modo fumoso, che si traduce nella concreta eventualità di trovarsi di fronte a tanti Sos e assistenze che potrebbero disorientare la clientela.

    C’è poi l’assenza di un quadro regolatorio omogeneo con relativo referente super partes. Senza i quali non si va lontano.

    Sul fronte del prodotto, ovvero le soluzioni offerte, negli ultimi due mesi abbiamo assistito a numerose correzioni di tiro, aggiustamenti e perfezionamenti delle forme giuridiche alla base dei vari fondi. Vediamo quali.

    Partiamo dall’Aiav con il suo Salvagente, società cooperativa a responsabilità limitata: qui la garanzia è rappresentata da una fideiussione data alla società da parte di due soggetti privati con immobili personali per un totale di 3.500.000 euro. I soci versano una quota di capitale non restituibile e una quota annuale che dovrebbe nel tempo andare a sostituire la fideiussione e creare un fondo privato.

    Passiamo ad Assoviaggi che gestirà il Fondo attraverso una società, Garanzia Viaggi Srl, di cui il socio unico è la New Service Srl (di proprietà di Confesercenti), la quale incamera i contributi delle adv che pagano una quota fissa più spese di istruttoria pratica. Il fondo risponde in prima battuta con l’incasso delle quote. In caso d’incapienza interviene una fideiussione emessa dalla Confidi di Confersercenti e una polizza assicurativa stipulata con Unipol Sai.

    Sempre per le agenzie di viaggi, c’è la formula adottata dalla storica Fiavet: è stato costituito un consorzio ad attività esclusivamente interna e, tramite il broker Assiteca, ha stipulato una polizza collettiva per un importo di 3 milioni di euro. La polizza ha validità dal 1° luglio 2016 al prossimo 30 giugno: quindi, al momento, la garanzia è erogata in forma assicurativa.

    L’obiettivo che si è posto il consorzio è quello di generare nel tempo dei residui attivi volti a incrementare un fondo di garanzia privato che possa far diventare autonomo il Consorzio dalle assicurazioni. Il Consorzio è per statuto aperto a tutte le associazioni di settore e quindi anche ai loro associati; l’adesione però deve essere ratificata dal consiglio di amministrazione, così come l’uscita.

    Si passa poi alla soluzione individuata da Fto, con i network Gattinoni, Uvet e Otn che hanno costituito la scarl Fondo Vacanze Felici, società consortile a responsabilità limitata dove le agenzie che vogliono aderire devono obbligatoriamente essere associate a Fto. L’agenzia aderisce acquistando una quota della scarl che nasce con un capitale iniziale di 166mila euro, ma poi crescerà in funzione del numero dei soci aderenti.

    L’obiettivo è raggiungere velocemente un alto numero di agenzie che al momento dell’adesione dovranno versare una contribuzione annua secondo una griglia parametrata sul volume di fatturato, in modo da arrivare a dotare il fondo di una certa consistenza in tempi veloci. Le contribuzioni obbligatorie di riferimento sono esposte nel sito Fto, in una tabella che prevede una griglia per le adv e un metodo di calcolo differenziato per i t.o.

    A completare il quadro delle soluzioni offerte delle associazioni di categoria c’è Astoi, che ha adottato la formula di associazione riconosciuta come personalità giuridica. Il fondo prevede una dotazione iniziale, ma non se ne conosce l’importo, e un versamento di 0,50 euro per ogni passeggero prenotato. I versamenti vengono effettuati dai t.o. ogni mese sulla base del prenotato. Il fondo, quindi, sarà a progressiva accumulazione. Importante evidenziare che al momento risponde solo a capienza.

    Il ventaglio delle soluzioni si estende alle formule lanciate sul mercato da singoli network, broker o assicurazioni. Partiamo da Welcome Travel, il network di Alpitour-Costa con circa 1.000 adv associate, che ha stipulato un accordo con Cattolica Assicurazioni per una formula comprensiva di tutto e modulata sulle vendite di pacchetti; in buona sostanza i premi sono calcolati in base ai singoli volumi di vendita, flessibili e su misura per un network nel quale il 60% dei punti vendita sfiora o supera il milione di euro di fatturato.

    C’è poi Aria Network, che insieme a Confeserfidi (inserita nel circuito Fin Promoter) ha stipulato un accordo per concedere la garanzia alle società aderenti. La base imponibile sarà calcolata applicando tassi differenziati (tre fasce) a seconda del rating assegnato all’agenzia. I costi iniziali sono di 250 euro per l’adesione a Confeserfidi e 150 euro per la pratica di rating.

    E ancora le polizze di I4T e Borghini e Cossa: seppur in forme diversificate, queste soluzioni prevedono il rimborso del prezzo versato per l’acquisto del pacchetto turistico e il rientro immediato del turista nei casi di insolvenza o fallimento dell’intermediario; l’importo della garanzia fideiussoria è pari al fatturato di vendita dei pacchetti turistici e non è previsto alcun sottolimite, con un massimale illimitato per la garanzia “costi aggiuntivi”.

    Filo Diretto con Amitravel Protection che calcola il premio iniziale sul volume di fatturato e adotta un sistema di fidelizzazione tale da diminuire l’impatto economico del premio in presenza della vendita di altri prodotti assicurativi della compagnia.”

    Mi auguro di aver dato un utile contributo e di poter collaborare a realizzare uno strumento per assolvere alle legittime aspettative di garanzia dei viaggiatori.

    Cordialità.

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