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Alta tensione per l’addio di Schmidt agli Uffizi: Nardella all’attacco, imbarazzo di Franceschini, altri addii?

Alta tensione tra Firenze e Roma per l’annunciato addio di Eike Schmidt agli Uffizi (nella foto). Il sindaco Nardella va all’attacco. Si vocifera dell’imbarazzo del ministro Franceschini. Molti si chiedono: ora chi andrà via tra i supermanager?

Di seguito le note Ansa sulla spinosa questione.

ANSA) – FIRENZE, 4 SET – Via subito alla selezione
internazionale per il ‘successore’ di Eike Schmidt alla guida
degli Uffizi, dopo la notizia che a fine mandato, dal 2020,
l’attuale direttore della più celebre galleria italiana andrà a
dirigere il Kunstistorisches museum di Vienna. Lo propone il
sindaco di Firenze Dario Nardella: “Potrebbe a mio parere essere
utile valutare di partire immediatamente con la procedura
internazionale di selezione del nuovo direttore – ha detto –
Questo aspetto credo darebbe più forza alla prospettiva di
lavoro, di medio lungo periodo, del piano di ampliamento degli
Uffizi, nel quale il Mibact è impegnato”.
Il sindaco ha spiegato di non conoscere “gli aspetti del
contratto e dell’accordo che c’è tra il direttore Schmidt e il
ministero, ma mi auguro che il Mibact possa garantire l’assoluta
assenza di vuoti tra la fine del mandato di Schmidt e il futuro
ovvero un passaggio di testimone che sia all’insegna della
tempestività e della continuità”. (ANSA).

Uffizi: Schmidt a stampa tedesca, museo non è supermarket
(ANSA) – BERLINO, 04 SET – A due anni dalla contestata nomina
a Firenze come primo direttore non italiano degli Uffizi, Eike
Schmidt, ha annunciato qualche giorno fa la sua intenzione di
lasciare il museo a partire dal 2019, per andare a dirigere il
Kunsthistorische Museum di Vienna. La Sz lo ha intervistato per
l’occasione. La prima domanda, “di rito”, riguarda il peso della
burocrazia italiana nella direzione del museo. “La burocrazia è
un ostacolo enorme, più volte mi ci sono scontrato e in molti
casi anche con successo”, ha risposto Schmidt. “Ma ci sono
problemi anche in altri settori, ad esempio c’è una tradizione
di conflitto tra Firenze e lo Stato. Quando sono arrivato, ho
trovato una causa in corso da anni per un’irrilevante errore
formale, una questione che aveva succhiato tempo e denaro e che
era diventata del tutto obsoleta. L’ho subito chiusa”, prosegue
il direttore. Schmidt continua descrivendo l’atteggiamento
nostalgico di certi puristi che hanno criticato la sua
direzione, simili ai personaggi del Giardino dei ciliegi di
Ceckov. Il problema del museo è che “a lungo si è pensato:
abbiamo così tanti visitatori, che vengono comunque, che
possiamo prendere i soldi e occuparci esclusivamente di arte.
Questo è un approccio  altezzoso che esclude i visitatori”
prosegue Schmidt. “Quando si guadagnano più soldi possibile e si
investe il meno possibile, si dirige un museo come un
supermarket. Bisogna cercare di cercare di fare tornare i
visitatori dopo la prima visita, offrendo modalità diverse di
fruizione”.(ANSA).
Uffizi: Di Giorgi, dimissioni Schmidt inquietanti, chiarisca
(ANSA) – FIRENZE, 2 SET – “Abbiamo appreso con stupore della
decisione assunta dal direttore Eike Schmidt di abbandonare la
guida degli Uffizi a fine mandato tra due anni: per rispetto
alla storia ed al prestigio della Galleria chiediamo che venga
fatta chiarezza sulle reali motivazioni di questa scelta. Ci
domandiamo, infatti, cosa possa essere successo, perché quanto
finora letto ci appare insufficiente a spiegare una decisione
così grave”. Con queste parole la vicepresidente Pd del Senato
Rosa Maria Di Giorgi commenta la decisione di Schmidt di
accettare l’incarico del ministero della cultura austriaco che
gli ha offerto di guidare il Kunstistorisches museum di Vienna a
partire dal 2020.
“Ritengo che gli Uffizi siano di una tale potenza ed abbiano
un tale valore storico ed artistico che chiunque vi giunga nel
ruolo di direttore debba sentirsi totalmente coinvolto.
Dirigerli comporta una responsabilità che non può essere
comparata a quella di un qualsiasi altro incarico”, aggiunge Di
Giorgi. “Pur nel rispetto delle valutazioni individuali, e senza
nulla togliere al valore di altre istituzioni culturali, è la
Storia stessa degli Uffizi a richiedere la massima trasparenza
in questo passaggio fondamentale, e a domandare a tutti
un’assunzione di responsabilità nel segno della continuità e
dell’impegno che un incarico del genere comporta”, conclude Di
Giorgi. (ANSA).