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L’Italia può permettersi una Borsa del turismo-Bit senza l’Enit?

Gli operatori turistici si domandano, a pochi giorni dal via della Borsa internazionale del turismo (Bit) di Milano, appuntamento tradizionale e istituzionale per il settore, se ci sarà e che ruolo potrà avere l’Enit, ossia l’ente di promozione del turismo italiano nel mondo. L’Enit è stato riformato, ha un nuovo vertice. Ma – si domandano in tanti – che Bit sarà senza l’Enit, che ha già cancellato la partecipazione alla Fitur di Madrid? Potrà mai mancare a quella che da sempre è la grande vetrina del turismo italiano? Che figura ci farebbe il Paese? Una volta alla inaugurazione della Bit arrivavano i capi del Governo e tanti autorevoli rappresentati di Paesi esteri. I Paesi rappresentati sono oltre cento accanto ai protagonisti istituzionali e commerciali dell’offerta italiana a partire dalle Regioni. Che opinione si faranno gli oltre 1.500 buyer che arrivano da tutto il mondo? Alla Fiera di Milano dicono che ci sono dei contatti, c’è un canale aperto. Ma una volta l’Enit era l’animatore della Bit, ricordo quel BuyItaly che per anni è stato un marketplace di riferimento. I tempi sono cambiati, è vero, ma possiamo permetterci  una Bit senza Enit?

  • Roberta |

    A quanto pare il turismo, essenziale per l’economia italiana, non interessa a nessuno, c’è il silenzio più totale su quello che sta succedendo. I media fanno ogni tanto quegli annunci superficiali – il turismo aumenta, il turismo diminuisce – a seconda della notizia politica che si deve omettere e noi del settore siamo spiazzati, senza aiuti, senza controllo, senza Enit ed ogni giorno le agenzie ed i T.O. chiudono e gli alberghi vengono messi all’asta. A che ci serve la BIT?

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