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Piemonte culla di vini: debutta l’Albugnano 549 (Alto Nebbiolo del Monferrato)

Piemonte culla di vini, con il Nebbiolo protagonista . Presentato a Torino il debuttante Albugnano 549 una operazione micro ma con l’ambizione dell’eccellenza cui l’Alto Nebbiolo del Monferrato lascia legittimamente aspirare. L’Albugnano 549 è costituito – come sottolinea la scheda tecnica – da un Nebbiolo in purezza, che prima di essere immesso sul mercato deve affinarsi per 18 mesi in legno e 6 mesi in bottiglia, un invecchiamento necessario per dare a questo vino caratteristiche pienamente riconoscibili nella categoria dei rossi importanti a base Nebbiolo. Il riconoscimento ufficiale della Doc per l’Alto Nebbiolo del Monferrato risale al 17 maggio 1997, ma è vent’anni dopo, precisamente il 5 aprile 2017, che grazie all’iniziativa di 9 produttori è nata l’Associazione Albugnano 549. Nel 2020, con le prime 10mila bottiglie marchiate 549, si suggella così il percorso che interessa circa 44 ettari vitati.

L’Albugnano 549 deve essere servito a una temperatura di 18°, in un bicchiere ampio e profondo, il quale – grazie allo spazio e all’ampiezza della superficie che lo pone in contatto con una quantità sufficiente di ossigeno – esalta gli aromi più intensi e nitidi. I 549 metri di Albugnano fanno poi la differenza sui tannini.

Protocollo di campagna

Operazioni consigliate

Le operazioni consigliate sono mirate a ottenere dalle vigne autorizzate all’Albugnano un carico produttivo misurato con uva di alta qualità, per ricercare un equilibrio vegeto-produttivo ottimale attraverso la buona pratica agronomica. L’obiettivo è raggiungere una produzione tra gli 80 e i 90 quintali per ettaro, con una produzione per ceppo regolare fissata a circa 2 kg. Le operazioni consigliate diverranno nel tempo pratiche consuete, attraverso un programma di miglioramento della tecnica agronomica e di sensibilizzazione alla sostenibilità.
È indispensabile che le classiche pratiche agronomiche vengano effettuate in modo puntuale e con attenzione. Punto cruciale sarà sempre la difesa fitosanitaria, allo scopo di ottenere uva sana con il minimo intervento utile. Il progetto prevede di mettere in connessione una rete di rilevazione dei dati agro-meteorologici, per razionalizzare la difesa della vite, andando verso una maggiore sostenibilità.

Operazioni obbligatorie

Potature tra le 7 (terreni sabbiosi) e le 10 gemme (terreni fertili).
Sfemminellatura della fascia grappolo.
Selezione dei grappoli ed eventuale diradamento, eliminando precocemente (a metà invaiatura) i grappoli in eccesso e a fine agosto i grappoli guasti.
Vendemmia in cassetta.

Protocollo di cantina

L’obiettivo è ottenere un Albugnano che abbia caratteristiche tali da poter essere riconoscibile, con capacità di invecchiamento; un vino connotabile nella categoria dei rossi importanti a base Nebbiolo.
La produzione destinata all’Albugnano dai membri dell’associazione deve essere di almeno 1000 bottiglie.

Operazioni obbligatorie

Vinificazione in purezza del Nebbiolo (differentemente dal disciplinare che consente il 15% di altre uve).
Vinificazione di uve mature; si rende indispensabile la curva di maturazione e la programmazione della raccolta. Le curve di maturazione verranno condivise dalle aziende, in modo da creare una conoscenza più ampia e profonda del comportamento del Nebbiolo sul territorio dell’Albugnano DOC.
Valutazione dei prodotti tramite analisi sensoriale (con un panel certificato) e analisi di laboratorio a 6 e a 18 mesi dalla vendemmia. L’autoanalisi dei prodotti è un’operazione importante, che verrà affiancata da un panel certificato (Bi.Lab) di esperti assaggiatori, i quali valuteranno i vini, le caratteristiche di ogni annata e l’evoluzione dei prodotti in affinamento.
Affinamento in legno di almeno 18 mesi; sono consentiti legni sia nuovi sia vecchi, di piccola o grande dimensione, purché di rovere.