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Il tartufo italiano Patrimonio dell’Umanità Unesco: in prima fila la Regione Molise

L’arte del tartufo Patrimonio dell’Unesco entro il prossimo anno. Nei giorni scorsi Campobasso ha ospitato un vertice sul settore micologico organizzato dall’Associazione Nazionale Città del Tartufo (Anct) e dalla Regione Molise. “La candidatura è, ormai, ufficialmente a Parigi – ha ricordato il presidente dell’Anct Michele Boscagli – e attendiamo la pronuncia entro dicembre 2021”. Posizione sottolineata  anche dalla Federazione nazionale delle associazioni tartufai italiana (Fnati), che riunisce circa cinquanta realtà sparse in tutto il territorio nazionale e che, insieme alle Città del tartufo, è stata la promotrice della candidatura Unesco. “Siamo a un punto di svolta – ha detto il presidente della federazione Fabio Cerretano –. L’approvazione della candidatura rappresenterebbe il punto di riferimento per il futuro del tartufo in Italia”. Come ha spiegato Elena Sinibaldi, focal point nazionale del servizio Unesco del Segretariato generale del Mibact, il percorso è ancora lungo e complesso, ma già numerose sono le idee sui tavoli di lavoro dei vari soggetti interessati. Il Molise, unica Regione socia delle Città del tartufo, intende giocare un ruolo da protagonista. “Abbiamo un territorio, dalla fascia costiera a quella montana – ha spiegato l’assessore all’agricoltura della Regione Molise, Nicola Cavaliere –, interamente interessata alla pratica della cerca e cavatura perché ovunque ricca di varie tipologie di tartufo”.”Tartufo e biodiversità sono una caratteristica peculiare del nostro Molise – ha detto il presidente della Regione Donato Toma –. Noi ci consideriamo la regina del tartufo in Italia, senza nulla togliere alle altre bellissime regioni. In Molise la cerca e cavatura del tartufo sono attività che stanno crescendo ed emergendo. Ci siamo, quindi, accorti che può essere davvero un’occasione per uno sviluppo troppo trascurato fino a oggi”.