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La spending review non risparmia l’archeologia nella culla delle antichità

L'Italia è la culla dell'archeologia moderna, fattore chiave della nostra compatitività in campo turistico su scala  mondiale. Eppure anche per l'archeologia scatta l'effetto spending review.

«Tutte le funzioni relative alla tutela
dei beni archeologici, già intestate alla direzione generale
denominata "delle antichità", sono state puntualmente
trasferite nella competenza della nuova direzione denominata
"per il paesaggio e il patrimonio storico artistico" precisa in una nota il ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo in merito alle notizie uscite sulla
riforma di riorganizzazione del dicastero che fanno riferimento
alla cancellazione della direzione generale per l'archeologia.
È detto inoltre che in linea con la relazione della
Commissione per il rilancio dei beni culturali ed il turismo e
per la riforma del Ministero, e in seguito alle indicazioni
della legge sulla spending review, é stato disegnato il nuovo
assetto che risponde alla logica di armonizzazione delle
direzioni e omogeneità delle funzioni di tutela».

Una mossa, quella del Mibact, che non mancherà di suscitare accese polemiche in Italia e all'estero.