Allarme internazionale sulla sicurezza dei musei italiani e del patrimonio culturale

La sicurezza è la condizione fondamentale per accessibilità e fruizione del patrimonio culturale. L'appello dell'Icom, va dunque nella direzione giusta e un Paese come l'Italia, che ha un patrimonio inestimabile e visitato ogni anno da decine di milioni di persone, dovrebbe mobilitarsi in tal senso.

Di seguito la nota dell'Agi sull'iniziativa Icom.

Mettere in sicurezza il patrimonio
culturale e museale italiano: è l'appello che viene dalla
commissione dell'Icom, l'International Council of Museums,
organizzazione internazionale dei musei e dei professionisti
museali impegnata a preservare, ad assicurare la continuità e
a comunicare il valore del patrimonio culturale e naturale
mondiale, attuale e futuro, materiale e immateriale. La
commissione si é riunita nei giorni scorsi a Roma,
protagonisti direttori, conservatori, restauratori,
rappresentanti d'istituzioni nazionali, regionali e degli enti
locali, professionisti culturali che a vario titolo operano nei
musei e che si sono confrontanti su temi più che mai attuali e
assolutamente imprescindibili quali la conservazione
programmata, i piani di sicurezza ed emergenza museale ed il
necessario rapporto con i piani di protezione civile comunali,
la creazione di reti per la condivisione di banche dati e dei
centri di documentazione.
Inoltre, la sicurezza anticrimine,
l'aggiornamento professionale degli operatori, la formazione di
volontari specializzati da attivare in caso di emergenza, il
Blue Shield Italia, ma anche e soprattutto il ruolo dei musei
quali «presidi di tutela attiva» nel territorio per diffondere
la necessaria sensibilità per la custodia consapevole del
patrimonio culturale diffuso nel Paese. Il segnale forte che
l'Icom Italia vuole lanciare é l'impegno dei professionisti
museali sul campo, perseguito con determinazione e tenacia. Il
tutto in un'Italia sempre più alla ribalta delle cronache per
le continue offese che l'infrastruttura culturale tangibile del
Paese subisce a causa anche dei disastri ambientali,
inevitabili come accadimenti, ma prevenibili nella gravità dei
danni, al fine di rendere meno vulnerabile la ricchezza
culturale-museale. Tanti i temi da approfondire, i percorsi da
proseguire, e quelli da avviare, ma, soprattutto, la
consapevolezza dell'importanza di dover uscire dal mondo degli
addetti ai lavori, per generare una nuova coscienza delle
comunità locali, e sollecitare le istituzioni a lavorare in
rete. 
«Non é più tempo di disperdere
risorse umane e finanziarie – dice l'Icom – con l'annullamento
delle professionalità del settore (sempre meno presenti e
impossibilitate a passare il testimone alle nuove generazioni),
la scarsa programmazione, la frammentarietà delle azioni, la
ricerca di visibilità continua con operazioni che nulla hanno
a che fare con la responsabilità di custodire, trasmettere e
produrre cultura». La sicurezza del patrimonio culturale «é
una priorità assoluta nel nostro Paese da affrontare
nell'ottica della prevenzione. Temi come manutenzione,
conservazione programmata, contesto ambientale, previsione,
programmazione devono diventare le vere priorità per
assicurare la salvaguardia del patrimonio presente nei musei
come nel torturato paesaggio culturale italiano».