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L’Irlanda punta sul Giro d’Italia: un monito e un esempio per l’Enit

L'Irlanda punta molto sul Giro d'Italia, ha detto a chiare lettere il ministro irlandese Michael Ring (sport e turismo) a Milano, presentando l'accordo che vedrà l'avvio e tre tappe del Giro nell'isola verde smeraldo. Tappe che toccano Belfast (Causeway), Armagh e Dublino, dall'8 all'11 maggio. Come si può notare subito il primo messaggio è evidente: il grande ciclismo è un ulteriore motivo di unione in un'isola che ha patito tensioni per lungo tempo, si parte dall'Irlanda del Nord per finire nella Repubblica. E lo spunto per la promozione turistica è il fatto che l'Irlanda si propone  come destinazione  unica. Altro obiettivo, i turisti per il solo ciclismo. Sono almeno 170mila dice il ministro Ring. Ma gli obiettivi sono ben più ambiziosi. Dall'Italia arrivano oltre 220mila visitatori, si punta a raddoppio. Oggi in Irlanda arrivano più di 8 milioni di visitatori, con un rapporto di due a uno rispetto ai circa 4 milioni di residenti.   Altro asset importante per l'Irlanda: il binomio turismo e sport riguarda anche vela, golf, rugby ed equitazione. Per Ring i 200 campioni del ciclismo mondiale riuniti in Irlanda per il Giro saranno accolti con eventi speciali e tappe spettacolari. Mi pare che dalla piccola ma sempre combattiva Irlanda arrivi un esempio su cui meditare per chi ha il compito di gestire la promozione in campo turistico.   (www.irlanda.com/girostart2014)