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LE STELLE MICHELIN HANNO ANCORA UN VALORE?

Ogni anno si ripete il rito delle stelle e della Guida Michelin, un faro per anni nel mondo gourmand e del buon vivere. Oggi sorgono sempre più domande sulla effettiva validità o, meglio, sull’esclusività della validità dei riconoscimenti Michelin. Di guide ce ne sono tante, di riconoscimenti pure. Nazionali, internazionali. A valore aggiunto diversificato. Tematici. Certo le stelle sono sempre le stelle. Cosa non si farebbe per una stella. Francamente, una volta il valore aggiunto era più palpabile. Il riconoscimento condiviso e lungamente meritato. Frutto di ricerca, lavoro, passione, intelligenza e soprattutto riflessione su una via originale all’alimentazione. Oggi mi pare che ci sia solo una corsa a chi agguanta prima la stella, perchè così si apre un nuovo mercato professionale. Gli hotel, soggetti che tanto hanno investito in questi anni, adorano gli chef stellati. E in effetti in ambito turistico la stella ha un valore, eccome. Basti pensare al lavoro eccezionale – va riconosciuto senza dubbio – fatto dalla Catalogna  che su chef e stelle Michelin ha costruito un modello di marketing turistico. Su questo fronte l’Italia – salvo alcune eccezioni – resta un po’ indietro. Stelle-richiamo, allora, o stelle-valore? Ormai, mi viene da dire, siamo al caso per caso. Non mi piace però l’effetto rutilante del riconoscimento precoce. Mi ricorda un po’ i ragazzini che, ad esempio, giocano al calcio. A 14 anni se non sei nel vivaio di una grande squadra non se nessuno. Sarà poi vero? Onore al merito certamente, e ai maestri che hanno saputo allevare talenti in erba. I talenti crescono e quindi con l’andare del tempo forse bisognerà aumentare anche il numero delle stelle. Tre basteranno per il top del top?