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Napoli laboratorio italiano del turismo culturale, Milano prenda esempio

Ho trascorso il periodo natalizio nel Napoletano. Concordo con il sindaco Luigi De Magistris, la città era piena di visitatori. Ma l’ho trovata anche piena di idee, progetti ed entusiasmo. E come esempio di entusiasmo cito l’esperienza di don Antonio Loffredo il parroco-manager che sta rivoltando lo spirito profondo del Rione Sanità e rilanciando la fiducia del napoletani stessi verso una delle aree storiche più sofferenti della città, ma anche tra le più ricche di valori umani. L’esperienza della Fondazione San Gennaro sta facendo scuola, il B&B del Monacone ha fatto crescere il nuovo B&B di casa Tolentino in una delle aree più suggestive del capoluogo partenopeo. Ma sono le esperienze che fanno testo, esperienze alimentate e guidate dal basso. Il recupero della passeggiata del miglio sacro tra i palazzi e le catacombe di Napoli con i ragazzi della Sanità che producono anche visite narrate e teatralizzate. Le realtà come Nartea (fondata dai fratelli Erika e febo Quercia) che sviluppano visite teatralizzate tra i palazzi dei Decumani tra il Pio Monte della Misericordia di Caravaggio, il complesso romano -monumentale di San Lorenzo e la riscoperta del sottosuolo partenopeo che sta diventando piattaforma multiforme di esperienza turistica. Una piattaforma allargata che abbraccia ora anche Pozzuoli  che sta riaprendo le porte e il sottosuolo dello straordinario Rione Terra. Emozione e cultura anche per Villa Pignatelli, dove rivivono i toni glamour delle feste organizzate da Rosina Pignatelli che riportò all’attenzione mondiale il sito partenopeo che fu degli Acton  e dei Rothschild. In tutto questo gioca un ruolo chiave la società regionale Scabec, che organizza le visite notturne a Ercolano, Pompei e Capaccio-Paestum (Salerno). Da Capodimonte a guida francese rispondono le zampogne che accompagnano la riapertura di sale storiche. E nei prossimi giorni circa 300 giovani su iniziativa del Comune diventeranno, con le risorse di garanzia giovani, gli alfieri del turismo culturale partenopeo.  Insomma, a Napoli cultura e vita si fondono come si fondevano secoli fa impressionando – e facendo anche crescere  – fior di intellettuali d’Europa. La visita della città non è solo una vacanza, sta ritornando ad essere un’esperienza di vita, una rappresentazione a cielo aperto. Per questo dico che è un modello per una città che vuol rilanciare sul turismo come Milano, che ha tesori inestimabili, che è il principale polo di shopping, di creatività e di turismo di design urbano ma che deve crederci davvero. Milano impari da Napoli come donare emozione al turista, non a tratti ma tutto l’anno. Come fa New York da sempre.