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I templi di Paestum, la minaccia dell’inceneritore e la vigilanza Unesco

L’area archeologica di Capaccio-Paestum, in provincia di Salerno, con i suoi spettacolari templi greci fa parte del Patrimonio dell’Umanità tutelato dall’Unesco ed ha un manager tedesco per gestire il polo museale nell’ambito della riforma avviata dal ministro Franceschini. Di recente l’area del polo archeologico è stata anche allargata per comprendere un perimetro più vasto e funzionale ai fini della valorizzazione. Ci si chiede: è tutto ciò compatibile con la realizzazione di una centrale elettrica da biomasse, quello che di solito si chiama un inceneritore nel comune di Capaccio a qualche chilometro in linea d’aria dai templi greci? Certo l’area ha una importantissima vocazione agro-industriale ma un impianto di generazione da biomassa potrebbe anche essere realizzato in una zona più neutrale. Il governatore della Campania Vincenzo De Luca conosce bene queste zone, è stato sindaco di Salerno. Sa che il Cilento è tanto grande e di zone neutrali ve ne sono. Vorremmo forse rischiare l’intervento dell’Unesco che vigila attentamente sulle iniziative che hanno un impatto diretto sul patrimonio mondiale proprio nel momento in cui si parla di accelerare sulla valorizzazione? I sindaci del territorio si sono mobilitati di fronte ai passi mossi dal Governo di recente, però una riflessione che contemperi tutela e valorizzazione di un polo archeologico celebrato da secoli e obiettivi di investimento industriale credo che vada fatta tanto più che ci saranno tante alternative che non creino imbarazzo. Patrimonio dell’Umanità significa che tutto il mondo ci guarda e ci chiede conto di quello che facciamo.