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Turismo & beni culturali: perchè UnipolSai non “adotta” la Reggia di Caserta?

Mauro Felicori, dopo aver incassato il sostegno del Governo e del Paese intero per l’attaccamento al lavoro di direttore della Reggia di Caserta e anche per i brillanti risultati conseguiti in poco tempo – gli ingressi alla Versailles del Sud Italia marciano verso il raddoppio – ha festeggiato in questi giorni con gli amici bolognesi presso l’Enoteca italiana. C’erano tutti, tutti quelli che contano nel capoluogo felsineo di cui Felicori è stato dirigente per molti anni prima di approdare in Campania sull’onda della rivoluzione voluta dal ministro Franceschini per la direzione dei grandi musei italiani. Nel frattempo la Reggia, nella quale si sta facendo una riorganizzazione radicale, vede ampliare l’area espositiva dopo il trasloco dell’Aeronautica militare e della Scuola della pubblica amministrazione. Caserta è un sito dalle potenzialità eccezionali. Ma Bologna è la capitale del mondo cooperativo, dove finanza, grande distribuzione, industria cooperativa alimentare e costruzioni si  ritrovano tutte insieme. Felicori ha portato vino e mozzarelle campane (Caserta è una delle capitali della mozzarella di bufala) all’Enoteca italiana di Via Marsala. Spero che abbia portato anche il vino Asprinio, produzione tipica del luogo. E cosa si potrebbe riportare a Caserta, invece, mi viene da pensare? Una proposta: perchè UnipolSai non “adotta” la Reggia di Caserta? Sarebbe una operazione straordinaria. Con l’Art Bonus, ma anche con strumenti finanziari sofisticati per la valorizzazione dei beni culturali. Lo stato maggiore di UnipolSai è a Bologna ed è sensibile al tema dello sviluppo del Sud, che ha nella valorizzazione del patrimonio storico-artistico grandi potenzialità. Coop, quella della grande distribuzione, ha fatto tanto al Sud e per il Sud, come ha recentemente ricordato Pierluigi Stefanini, uno dei massimi leader del movimento cooperativo italiano  e internazionale. Un progetto UnipolSai ci starebbe allora? Il gruppo assicurativo – che oggi ha posizioni leader – è poi presente anche nel settore turistico, la controllata Ata hotels sta inglobando la catena Una hotels per costituire un grande polo nazionale che avrà una presenza in zona. Un impegno forte e diretto nei beni culturali casertani ci potrebbe stare?