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Allarme dei geologi: 35mila beni culturali a rischio dissesto idrogeologico, il caso Minori-Costa d’Amalfi

I geologi italiani rilanciano l’allarme su degrado ambientale e sui beni culturali a rischio per il dissesto idrogeologico.“ Nasce il Tavolo delle Geoscienze , un alleanza tra le società del settore. In Italia abbiamo circa 35mila beni culturali esposti a rischio frane. Moltissimi beni culturali sono stati danneggiati nei soli terremoti dell’Umbria marche, Molise, Puglia, Abruzzo ed Emilia – Romagna; più di 7 milioni di italiani –  afferma Vincenzo Morra del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università Federico II di Napoli – sono in aree ad elevato rischio idrogeologico e poi ci sono edifici pubblici come ospedali e scuole in aree ad elevato rischio sismico ed idrogeologico”. Il 7 aprile – si legge in una nota del Consiglio nazionale – i geologi saranno in Costiera Amalfitana nel Comune di Minori per dare l’opportunità di vedere i georischi osservati dallo spazio, grazie all’astronauta Luca Parmitano. “L’81,1% dell’intero territorio comunale di Minori è interessato da livelli di pericolo/rischio elevato o molto elevato da frana o da colata. Tale percentuale – dichiara il sindaco Andrea Reale – sfiora il 100% se consideriamo le sole aree urbanizzate.
Il Comune di Minori sulla mitigazione del rischio idrogeologico è disposto ad investire tutte le risorse necessarie – prosegue Reale – siamo disposti anche ad un mutuo qualora la Regione Campania non dovesse aiutarci per un importante progetto di monitoraggio che il Comune di Minori metterà in campo. Abbiamo presentato il sistema di monitoraggio strumentale che metteremo in campo a Minori. Si tratta di un sistema di preallertamento esteso a tutto il bacino di riferimento che facendo ricorso alle tecnologie più appropriate, consentirà di monitorare costantemente il fenomeno ed, in caso di necessità, lanciare in tempo utile l’allarme alla popolazione; l’esecuzione di un vasto programma volto alla realizzazione di interventi per la mitigazione delle condizioni specifiche di pericolo e, il miglioramento della vulnerabilità degli edifici direttamente esposti agli impatti da eventi calamitosi ed il coinvolgimento della popolazione e social learning. Il cittadino sarà la prima sentinella di questo sistema”.