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Lo strano caso della vendita delle Terme di Acqui: nuova gara e nuova offerta svizzera?

Se fossimo in Sicilia il caso Terme di Acqui potrebbe ispirare Andrea Camilleri. Siamo invece in Piemonte, nell’Alessandrino, nella culla del termalismo archeologico, visto che gli impianti termali di Acqui risalgono all’epoca romana. A quei tempi si parlava di Aquae Statiellae. La partita oggi è nelle mani di FinPiemonte partecipazioni, che fa capo alla Regione. Nel 2015 viene bandita la gara per cedere più dell’80% del megacomplesso turistico-termale, valutato oltre 14 milioni di euro. Vince un gruppo svizzero, la South Marine real estate riconducibile all’imprenditore  Gianlorenzo Binaghi, che batte il gruppo locale Orione, con una offerta da oltre 16 milioni. Sembrava fatta e invece la situazione si ingarbuglia. Fatto sta che si arriva alla revoca dell’aggiudicazione per contestazioni su fidi e garanzie. Ora FinPiemonte si appresta a una nuova gara. Il bando è stato pubblicato. Si cerca di nuovo un gruppo cui cedere l’81% della Terme di Acqui Spa che fa capo appunto alla FinPiemonte, valutato 14,7 milioni. C’è tempo fino al 19 aprile per le offerte in busta chiusa. Stavolta la base d’asta è di 12,5 milioni di euro. Parrebbe quindi essere più bassa della aggiudicazione, poi contestata, alla South Marine di metà 2015. Intanto gli svizzeri, che non hanno mai cancellato l’interesse per le Teme di Acqui, si sono rifatti avanti e – a quanto pare – presenteranno probabilmente una nuova offerta. Anche la Orione, che raggruppa imprenditori locali, dovrebbe essere di nuovo della partita. Sono ammesse offerte migliorative. Sarà rispettato ovviamente il diritto di prelazione dei soci di minoranza di Terme di Acqui Spa.  E allora: quale futuro per lo storico polo termale del Monferrato che è patrimonio Unesco? Mi domando come l’avrebbe raccontata Mario Soldati questa vicenda.

  • gaetano |

    É passato un anno e mezzo! Abbiamo un nuovo sindaco, ma…..avete visto lo stato di semi abbandono in cui versano le Terme? D’altro canto i nuovi “proprietari” sono abituati a fare le cose a metá, vedasi le loro aree immobiliari. E adesso? Fra un pochino scommettiamo che salta il banco? Brava Laura, un anno fa l’avevi detto! E se salta tutto cui prodest?

  • Antonello |

    Dopo aver letto con estrema attenzione tutti i post, sopratutto quelli di Gaetano, che dimostra di saperla molto lunga sulla questione, è chiarissimo che oggi più che mai, noi cittadini acquesi dobbiamo cercare alternative diverse.
    Si capisce il perchè stiamo da tempo registrando nella nostra città una perdita secca della popolazione e vi sia una falcidia di attività. Il sindaco attuale sembra non saper neppure dove sbattere la testa visibilmente confuso com’è sul destino del principale polo produttivo locale. Io non sono in grado di prevedere cosa possa succedere domani, ma è chiaro che un grande piano d’investimenti capace di attirare capitali e persone è a questo punto da escludere. Qui faremo la fine di Biella che da grande polo industriale è tornata ad essere una realtà perifierica, fasciata com’è fra quelle 5/6 famiglie che guadagnano solo loro e tutti gli altri sono fuori. Solo che Biella è inserita nel mercato tessile, fortemente insidiato dai paesi emergenti, nel nostro caso si può parlare solo di suicidio, o meglio dire di “popolocidio” perpetrato dai nostri “maggiorenti”, che sappiamo bene chi e dove sono!
    Popolo acquese, SVEGLIATI DAL TORPORE!!! Non lametarti di ciò che accade perchè nessuno sino ad ora ha saputo alzare la testa. I sindacati dove sono? I politici, fatti salvo i 5 stelle, dove sono? Che proposte ci sono? Qualcuno oltre alle chiacchere da bar ha fatto qualcosa? Io per primo no, perchè mi sento solo, ma se solo ci fosse un punto di aggregazione, questi quattro banditi se la vedrebbero con noi: il popolo! Siamo sempre stati una cittadinanza operosa e disciplinata, abbiamo avuto sempre lavorato seriamente, come possiamo assistere a questo scempio senza dire nulla? Aspettiamo l’evoluzione degli eventi, ma io dico da cittadino che non intendo tacere oltre e chiedo a tutti di viglilare. Hanno voluto fermare investimenti stranieri? Bene, ma se i nuovi proprietari che si sono opposti agli investimenti esteri non investiranno loro in modo concreto ed efficace, noi cittadini non potremo accettare passivamente oltre la situazione, ne va del nostro futuro.

  • Anna |

    Rimane solo amarezza…a mio modestissimo parere è svanita l’unica concreta possibilità di rilanciare la nostra città e le nostre terme…gli svizzeri erano la nostra unica salvezza…ci abbiamo sperato fino all’ultimo ma evidentemente ci sono interessi diversi dietro a questa questione…non prevedo un futuro roseo

  • Laura |

    Sono cattiva a pensar male?
    Guardate che conoscendo coloro che Patrick chiama feudatari, non è da escludere che se mando avanti una testa di legno e faccio saltare il banco, dal tribunale fallimentare raccolgo a niente ciò che volevo.
    Solo cosí si possono spiegare le prime offerte inconsistenti e tutta la querelle successiva.
    Guardia di Finanza, Agenzia delle Entrate, dove siete?
    Non controllate solo gli scontrini di chi si arrabatta, guardate ogni tanto le cose serie perché il popolo ha bisogno di voi per le cose importanti come questa, dalla quale dipende la vita ed il futuro di una intera comunità.
    Ripeto, sono cosí cattiva a pensar male?

  • Carlo |

    Di medicine non so, ma se ne sono occupati come degli immobili di Acqui….AIUTO!!!! CHIAMATE NON LA CROCE ROSSA MA I ROSSO CROCIATI!!!!!!

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