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Vicenza rischia l’uscita dal patrimonio Unesco dell’umanità, a Verona l’Arena chiude per liquidazione?

La sofferenza a Nord-est non è solo bancaria per la crisi di alcuni istituti chiave sul territorio. C’è anche un dossier cultura. Potremmo immaginare che la più grande area nel patrimonio Unesco dell’umanità intera possa essere a rischio? Difficile crederlo se parliamo di Vicenza e dell’ampio sistema delle ville palladiane. Eppure oggi la città veneta che è un gioiello impareggiabile di architettura e arte si trova a doversi confrontare con le verifiche dell’Unesco su opere pubbliche e sviluppi urbanistici di cui si ipotizza l’eccessivo impatto. A Vicenza non si nascondono il rischio grave di una censura Unesco. Nessuno però si augura un smacco simile. Ci sarà certo modo di rimediare. E se Vicenza soffre Verona certo non gode. Il dossier Arena resta fonte di malumori. O passa il piano Fuortes di risanamento – oggi non gradito ai sindacati – o si passa alla liquidazione. Anche qui un’ombra non bella su una istituzione nota in tutto il mondo. Possiamo permetterci che chiuda davvero? Non siamo capaci di trovare una soluzione, elaborare un modello di gestione? Possibile che vada tutto in malora? Non basta avere cose belle, bisogna anche dimostrare di saper mettere in campo modelli di gestione all’altezza.  Forse dobbiamo cominciare a pensare che il modo migliore per assicurare risultati di gestione in ambito culturale è prendere esempio dai successi nel mondo della cucina, insomma più chef stellati per l’arte?