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Chef Andrea Berton “scopre” il turismo enogastronomico: tira come il Duomo, non più solo lasagne e pizza

ANSA) – ROMA, 4 OTT – “In tanti, e sempre più spesso, vengono a Milano per vedere cosa c’è di nuovo nei ristoranti.
Cenano da me, e mi raccontano di aver prenotato anche da Cracco o da Aimo e Nadia, ad esempio, con un programma di ‘4 stellati
in 4 giorni’. Oggi esiste un turismo enogastronomico nelle nostre città d’arte impensabile solo dieci anni fa. Si viene per
il Duomo, quanto si viaggia per capire cosa c’è di nuovo. A riprova che la cucina di qualità muove un turismo ricco e
destagionalizzato che sa creare nuova economia”. A dirlo è lo chef Andrea Berton, patron dell’omonimo ristorante una stella
Michelin a Milano, anzi nella nuova Milano tra i grattacieli di Porta Garibaldi. “Nel mondo gli italiani non sono più quelli che
fanno solo lasagne e pizza – ha detto lo chef – il lavoro che stiamo facendo è dimostrare che la cucina è professionalità, dedizione, tenacia. Oggi il cuoco deve essere
anche un buon comunicatore, e – secondo Berton – deve essere un imprenditore dell’accoglienza in grado di offrire, a tavola, una
esperienza di benessere a 360 gradi, dal gusto all’accoglienza. Attira molto questa forma di cultura, e c’è molto interesse tra
i giovani, anche italiani. Per gli stranieri l’Italia e la sua cucina sono un mito. La ristorazione ha finora vissuto di luce
riflessa rispetto alle città d’arte, ora dobbiamo essere supportati dalle istituzioni – è l’appello di Berton – nel
comunicare che la cucina è diventata una importante leva turistica. Serve un supporto di comunicazione che metta i nostri
luoghi di lavoro tra le mete da visitare, e servono forme di stage e di alternanza scuola/lavoro da rendere più adatti al
nostro settore”.
(ANSA).