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Asta Bolaffi di vini: raccolti 241mila euro, il top per Black Bowmore 1964

Tra tutti svetta il Black Bowmore, e in generale i vini pregiati da investimento riscuotono sempre interesse, e i risultati dell’ultima asta di Bolaffi, svoltasi nei giorni scorsi, testimoniano alcuni capisaldi dell’offerta italiana  – ben conosciuti a livello globale – costituiscono sempre punti di riferimento per gli investitori. Di seguito la nota ufficiale della casa torinese.

 

La prima asta di vini pregiati e distillati dell’anno organizzata in modalità internet live da Aste Bolaffi si è chiusa con un risultato totale superiore a 241.000 euro (diritti inclusi) e oltre il 93% dei lotti venduti.

Nel 2021 la casa d’aste ha in programma vendite di vino con cadenza trimestrale e online, con cataloghi ricercati ma più contenuti dal punto di vista del numero dei lotti, rispetto alle due tradizionali aste annuali organizzate fino al 2019.

L’asta del 16 marzo ha confermato l’interesse crescente per tutti i vini del Piemonte, in particolare dei produttori più blasonati come Giacosa, Gaja e Conterno che, come di consueto, hanno ottenuto i risultati più brillanti.

Top lot della sezione è il Barolo Monfortino Riserva Giacomo Conterno con una selezione di cinque bottiglie dal 1990 al 1997 (4.500 euro), e un lotto composto da due magnum del 2014 (4.100 euro). Terzo miglior risultato quello del Barbaresco Santo Stefano di Neive Etichetta Bianca 1970 di Bruno Giacosa con 11 bottiglie (4.000 euro).

Ottimi realizzi anche per la Toscana, in particolare tre bottiglie di Masseto 2015 (2.500 euro), una selezione di Brunello di Montalcino 1987 Case Basse Gianfranco Soldera (2.400 euro) e una verticale di Sassicaia dal 1999 al 2014 (1.900 euro).

Passando alla Francia, tra il successo per i vecchi champagne e il grande rilancio dei vini di Bordeaux, tutti aggiudicati con realizzi brillanti, la Borgogna si è confermata la protagonista indiscussa con il prestigioso Domaine de la Romanée-Conti. I top lot sono: sette bottiglie di Grand Cru 1981, Echézeaux, Grands Echézeaux, Romanée St. Vivant e Romanée Conti (7.200 euro); quattro bottiglie di Grand Cru 1997, Echézeaux, Grands Echézeaux, Romanée St. Vivant e Richebourg (5.600 euro); due bottiglie di La Tâche Grand Cru del 1994 e 1997 (5.000 euro).

Da segnalare anche due lotti del ricercato produttore Henri Jayer: una bottiglia di Échézeaux 1993 (3.900 euro) e due Bourgogne Rouge 1985 e 1993 (3.000 euro).

Nel capitolo dei distillati posto in chiusura del catalogo troviamo il top lot dell’intera asta, il famosissimo Black Bowmore 1964 (10.000 euro), accompagnato dal Tormore 1966 di Samaroli (5.000 euro) e dal Macallan-Glenlivet 33 Years Old 70 Proof, Gordon&MacPhail (2.600 euro).

Il prossimo appuntamento internet live con i vini pregiati e i distillati è in programma nel mese di giugno.

www.astebolaffi.it