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Le indagini sui fondi della Puglia a Ryanair e la sfida del vertice Alitalia

Grido d’allarme e guanto di sfida oggi del vertice Alitalia – Luca di Montezemolo e James Hogan – a margine della convention di oggi a Roma: fare luce su Ryanair (compagnia low cost irlandese che ha conquistato la leadership in Italia) e su quanto sta accadendo a Bari, ha detto Montezemolo. E cosa accade a Bari?

In effetti, nel capoluogo pugliese che tanto ha puntato in questi anni sulle intese con Ryanair per incrementare i flussi turistici, cementate da contributi regionali, sono riesplose in questi giorni le polemiche a causa delle indagini della magistratura. 

L’ex amministratore unico di Aeroporti di Puglia Domenico Di Paola – fa sapere l’agenzia Ansa – è indagato per truffa e falso nell’inchiesta sul contratto di marketing da 30 milioni  sottoscritto nel 2009 con la società concessionaria della pubblicità per Ryanair. L’indagine è condotta dal pm Luciana Silvestris insieme con la locale Guardia di Finanza. Stando all’ipotesi investigativa, messa nero su bianco in una relazione depositata in Procura, fondi europei per il turismo sarebbero transitati attraverso Aeroporti di Puglia nelle casse di una società di Ryanair, la Ams, come destinati a pubblicità. La Guardia di Finanza aveva già ricostruito parte della vicenda in un’informativa del novembre 2013. Dagli accertamenti era emerso che a tre anni dalla sottoscrizione del contratto quinquennale la società aveva fatturato circa 30 milioni. Il sospetto degli investigatori è che quei fondi europei destinati dalla Regione alla promozione turistica del territorio pugliese abbiano in realtà mascherato aiuti alla compagnia irlandese. Il fascicolo d’inchiesta della Procura di Bari riguarda anche la proroga del contratto – altri 85 milioni – sottoscritto nel 2014 da Aeroporti di Puglia con Ryanair. Sullo scalo barese indaga da alcuni mesi anche la magistratura contabile che ipotizza un danno erariale causato dalle spese sostenute da Aeroporti di Puglia negli ultimi anni, dalle consulenze esterne al servizio di controllo dei bagagli, dall’acquisto dei carburanti e delle divise al giardinaggio agli stipendi di dirigenti e manager.
“Non dobbiamo permettere a Ryanair di avere successo, la bloccheremo con i nostri partner sul mercato europeo – ha detto  Hogan – il mercato europeo è difficile e la sfida sono i costi operativi”.