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Firenze studia la tassa sul turista, la Puglia torna indietro

Firenze studia la tassa di ingresso per i turisti. Accanto alla tassa di soggiorno, per chi sta in hotel o in un appartamento Airbnb, e alla tassa sui bus che entrano, con turisti in città, nel capoluogo toscano si è aperto il confronto sulla tassa di ingresso in città per i turisti. Uno studio ha censito che a Firenze arrivano oltre 20 milioni di visitatori l’anno, mettendo sotto pressione la gestione dei servizi urbani. Cosa fare allora? Sarebbero tanti soldini, anche a far pagare un euro a testa al giorno. Possiamo stimare che Firenze potrebbe essere in grado di ricavare dal turismo ben oltre cento milioni l’anno? Difficile dirlo ora, però potrebbe essere d’esempio per tanti. Anche a Venezia il confronto sulla gestione dell’area storica è aperto da anni. Potrebbe pensarci anche Bari, ad esempio? Il capoluogo pugliese ha grandi potenzialità turistiche. Ed ha anche grandi spazi dismessi da poter riutilizzare, sui quali il Comune sta sviluppando progetti. E dovrebbe pensare di più al turismo, visto che la regione Puglia nel suo complesso ha mostrato finora buoni ritmi di crescita. Manifattura tabacchi, polo militare Rossani, aree inutilizzate nella città vecchia, aree tra il centro e la Fiera del Levante: opportuno un maggior raccordo con i progetti di Matera 2019, opportuna anche una riflessione più approfondita sul riutilizzo in chiave di industria turistica del grande patrimonio immobiliare barese inutilizzato o utilizzabile. Le ultime mosse della Regione lasciano però qualche dubbio. La comunicazione ad esempio da esperienziale è tornata a essere più semplicemente informativa, come si è visto alla Bit di Milano. Funzionerà? Speriamo. Mi è parso però un passo indietro.