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Faro Unesco su Torino e il progetto Cavallerizza, fondi arabi per la ex fiera di Genova?

Torino è certamente il laboratorio italiano della valorizzazione dei beni culturali con il turismo. La città però rischia di scivolare agli occhi dell’Unesco per il recupero del polo della Cavallerizza reale. Il riassetto, dopo ripetuti esposti di comitati locali, è finito sotto i riflettori dell’Unesco che vuol capire bene quali sono i progetti in campo. Il confronto riguarda il possibile ruolo dei privati nel piano di riassetto. Il sindaco di Torino Piero Fassino e l’assessore al bilancio Gianguido Passoni hanno pubblicamente ribadito che la Cavallerizza reale non ospiterà alberghi o negozi. Sarà polo culturale. E un ruolo chiave dovrebbe essere svolto dal Teatro Regio. L’Unesco resta vigile dopo aver inviato una lettera ufficiale nelle scorse settimane per chiedere spiegazioni. A Genova intanto si scaldano i motori per una gara internazionale che dovrebbe riguardare le aree della Fiera che sta imboccando la strada della liquidazione. Si tratta di un’area di interesse strategico per la città, circa mezzo milione di metri quadrati. Vista le dimensioni possibile l’interessamento anche di soggetti internazionali vicini al business dell’immobiliare turistico  e funzionale. Fondi arabi? Probabile, anche se ci vorrà ancora tempo. Del resto Genova è realtà che ha saputo svolgere un ruolo importante nel contesto turistico italiano grazie a tutto il polo del Porto antico trainato dai progetti di Costa edutainment. Ma l’Italia piace molto ai capitali del Medio Oriente e Genova è destinazione di sicuro interesse.