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Misericordia del Caravaggio: chi guadagna e chi perde a Napoli dopo il diniego del Quirinale?

La vicenda della Misericordia del Caravaggio è oggettivamente curiosa ed ha avuto un epilogo grottesco: l’opera viene proposta al Quirinale dal Monte della Misericordia (dove si trova) per una esposizione legata al Giubileo,  il Qurinale inizialmente valuta positivamente l’offerta, a Napoli scoppiano le polemiche sul trasferimento dell’opera – che è uno dei capolavori dell’arte italiana – il Quirinale decide di declinare l’offerta. Nel frattempo un’altra opera del Caravaggio viene  preparata per essere parte di una importante mostra in Lombardia. Il Museo Archeologico di Napoli – quello che a buon titolo si potrebbe annoverare tra i Musei per antonomasia del mondo – stipula accordi con l’Egizio di Torino per rassegne comuni di reperti pompeiani legati ai culti egiziani. Reperti pompeiani sono esposti oggi in Canada. Che dire? Le opere d’arte possono viaggiare o no per mostre ed eventi? Che considerazioni trarre dal rapporto intercorso tra Napoli e il Quirinale?  Credo che le esposizioni siano una grande occasione democratica di fruibilità della cultura e anche di marketing territoriale per il turismo. Meglio imboccare una strategia chiara e precisa piuttosto che regolarsi di volta in volta con decisioni apparentemente contrastanti. Certo va detto che oggi la realtà virtuale offre delle opportunità eccezionali ed è una strada che bisognerebbe percorrere fino in fondo. Le mezze decisioni non servono a nessuno.

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