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Brescia non rovini il modello turismo-cultura, schiaffo di Federalberghi a Turismo Torino?

Lo sviluppo del turismo è in primis iniziativa efficiente sul piano locale, con la mobilitazione delle migliori risorse all’interno di un modello chiaro e condiviso. Da un po’ di tempo a Brescia, che ha saputo conquistare un ruolo chiave nel panorama dell’industria turistica e culturale, vanno avanti le polemiche sul riassetto della gestione dei poli museali, culturali e turistici. Polemiche che mi pare non stiamo ancora portando a una nuova organizzazione chiara, snella ed efficiente di governance del territorio. Credo che per la Leonessa debba tirare fuori gli artigli e ruggire un modello condiviso come da par suo. Possibile che enti locali, realtà di emanazione bancaria e istituzioni imbocchino una strada centrifuga? Qual è la strategia? Difficile comprenderlo al momento. Il ruolo delle Fondazioni bancarie credo sia fondamentale così come quello delle realtà istituzionali e d’impresa. Peraltro nel momento in cui ad esempio si riflette a Brescia sull’Art bonus e suoi suoi vantaggi con testimonial d’eccellenza , imprenditori che hanno leadership mondiali nel loro settore e che sono al tempo stesso campioni di mecenatismo, d’ esempio per tutti. La fragilità degli equilibri locali è un fatto su cui riflettere. Come nel caso della posizione di Federalberghi che ha deciso a Torino, altro polo di riferimento per le politiche turistiche, di sganciarsi dal soggetto promotore delle strategie in loco. Fa bene il confronto aperto su Turismo Torino e i suoi risultati e i suoi programmi, gli operatori sono i protagonisti del mercato. Si arrivi dunque a soluzioni avanzate e più efficienti.

  • gy |

    Brescia è una città ormai deindustrializzata che ha il suo maggiore business nella monnezza

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