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Telenovela a Crespi d’Adda: protagonisti gruppo Percassi, Regione Lombardia ed enti locali

Doveva essere pronto per l’Expo Milano 2015 invece ancora non si vede una conclusione. Come le telenovelas che vanno avanti per anni sempre con gli stessi protagonisti. Ora sembra che il tavolo di confronto per ristrutturare e rilanciare Crespi d’Adda, bellissimo villaggio industriale alle porte di Milano (per oltre 125 anni è stato un polo tessile) sia a una svolta dopo anni di polemiche, accordi fatti e poi rimessi in gioco.  Crespi d’Adda peraltro fa parte del patrimonio dell’Umanità Unesco. Come dire che tutto il mondo ha a cuore le sorti di questo polo di archeologia industriale da 90mila metri quadrati su un’area di circa 140mila. Provate a immaginare quanti campi di calcio, tanto per avere un termine di paragone. Il gruppo immobiliare Percassi lo ha acquistato qualche anno fa per concentrare in loco il quartier generale e la Fondazione Percassi. Il complesso è ovviamente assai vincolato vista l’importanza storica e vista la presenza nella lista Unesco, organismo Onu che detta regole molto precise per la gestione dei beni patrimonio dell’Umanità. Peraltro in genere si tratta di beni pubblici o di vaste aree urbane. Crespi d’Adda è in una posizione strategica e richiederebbe un intervento conservativo molto particolare, visto che nell’area vi sono ancora alcune residenze ed è difficile ipotizzare iniziative in deroga ai rigidi vincoli sui beni tutelati a livello nazionale e internazionale. Insomma, una sfida complessa che la Regione Lombardia sta cercando di portare a compimento non senza fatica, in qualità di ente mediatore tra Percassi e il Comune di Capriate San Gervasio che chiede  interventi urbanistici. L’Unesco intanto vigila, ma sarà solo spettatore, come nelle telenovelas in Tv? Comunque il tempo stringe e i rinnovati incontri tecnici sul progetto Crespi d’Adda dei prossimi giorni dovranno pur giungere ad una conclusione dopo il primo accordo di qualche anno non perfezionato.