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Il Bureau du Champagne sceglie lo chef Takeshi Iwai di Aalto per il laboratorio del gusto

Il Bureau du Champagne Italia ha scelto lo chef stellato Takeshi Iwai del ristorante Aalto di Milano (gruppo Iyo) per il laboratorio del gusto, tappa finale di un percorso di educazione sensoriale in cinque tappe, iniziato nel 2016. Un laboratorio di sperimentazione per giocare con i contrasti del gusto e spiegare la capacità dello Champagne – si legge in una nota – di abbinarsi anche agli ingredienti più particolari. Un laboratorio alla scoperta delle sensazioni che può regalare lo Champagne attraverso i cinque sensi; prima del gusto è stata infatti la volta di olfatto, udito, tatto e vista.

In apertura di degustazione è stato presentato uno Champagne Sec – ovvero con una quantità di zucchero per litro compresa tra 17 e 32 grammi; Taittinger Nocturne è composto da Chardonnay (40%) e Pinot Nero e Pinot Meunier (60%) – in abbinamento al piatto  Anguilla, tataki di manzo e liquerizia.

Uno Champagne blanc de blancs millesimato ( Cazals Millesimato 2010 Brut Grand Cru) è stato proposto con il Risotto aspro, gelato di alga kombu e ostrica, mentre uno Champagne blanc de noir (Devaux Coeur des Bars, Brut) è stato accostato a Manzo alla brace, bacche di sambuco e scorzonera. Per concludere uno Champagne Rosé millesimato (Joseph Perrier Brut Rosé Vintage) è stato scelto per accompagnare Rabarbaro, lamponi e gelato alla mandorla tostata.

“Gustare lo Champagne, gustare con lo Champagne” è  stato così il quinto e ultimo appuntamento – come informa una nota del Bureau – di un progetto unitario che si è snodato nel corso del tempo. Il cammino è partito nel 2016 con un laboratorio dedicato all’olfatto e una degustazione accompagnata da un allestimento che riuniva tutti i 52 elementi che costituiscono la tavola dell’evoluzione degli aromi dello Champagne: dalla crosta di pane ai frutti di bosco, dal cioccolato al miele fino al tabacco (www.champagne.com).

Il secondo episodio, che si è svolto nel 2017, ha portato l’attenzione sull’udito, con un gioco basato sugli abbinamenti musicali. In quell’occasione è stato un pianoforte a evocare attraverso le sue note le immagini uditive di ogni cuvée, pescando tra gli stili più diversi: da Satie a Couperin, da Schubert a Ravel.

La terza tappa è stata invece dedicata al tatto, con una degustazione pensata per esplorare attraverso un gioco ciò che accomuna lo Champagne e il mondo dei tessuti e della moda.

Nel 2019 il Bureau ha proposto un viaggio nel modo dei colori, per scoprire attraverso 15 grandi opere la naturale attrazione tra lo Champagne e il linguaggio dell’arte e raccontare come la disciplina enologica e quella artistica, apparentemente distanti tra loro, siano invece molto vicine.

L’Italia è il settimo mercato in termini di volumi per lo Champagne: nel 2020 sono state importate 6,9 milioni di bottiglie. I gusti degli italiani si distinguono nel panorama mondiale del consumo di Champagne per la particolare domanda di bottiglie di pregio. I millesimati, vini ottenuti da uve di una sola vendemmia, e le cuvée speciali, che costituiscono il top di gamma di ogni produttore, rappresentano da soli il 9% delle importazioni a volume. Gli Champagne rosé si attestano nel 2020 al 6,6% del mercato. Gli italiani sono da sempre consumatori molto legati ai grandi marchi: l’83,7% è infatti la quota di mercato detenuta dalle Maison, i vignerons e le cooperative detengono rispettivamente il 12,2% e il 4,1% del mercato.

In cifre

244 060 443

le bottiglie di Champagne spedite su tutti i mercati (Francia inclusa)

130 803 177

le bottiglie esportate

16.200

vignaioli

130

cooperative

360

Maison